Alza la testa

12/11/2009

di Alessandro Angelini
con: Sergio Castellitto, Gabriele Campanelli, Giorgio Colangeli, Anita Kravos, Duccio Camerini, Augusto Fornari


A volte ci s’imbatte in film che entrano nell’anima sconvolgendola…Ultimamente mi è capitato, durante la visione del bel film Alza la testa, secondo film di Alessandro Angelini, presentato al Festival del cinema di Roma edizione 2009.
Qualche anno fa, Angelini aveva debuttato con un’interessantima opera dal titolo L’aria salata con Giorgio Pasotti e Giorgio Colangeli.
Nel primo film il giovane regista ci raccontava di un difficile rapporto fra un padre galeotto ed il figlio che lavora in un carcere…Il loro era un rapporto altamente conflittuale senza un lieto fine; un altro film che ti prende alla gola azzannandola rabbiosamente.
Ebbene questa volta il buon Angelini ci racconta di Mero, operaio specializzato in un cantiere nautico, con un modesto passato di pugilato e con un figlio, Lorenzo, nato da una storia d’amore con una ragazza albanese. Mero è totalmente determinato a guidare il figlio Lorenzo al successo pugilistico.
Come spesso accade a chi non è riuscito a realizzare il proprio sogno, che cerca di realizzarlo attraverso i figli, specchio dell’io dei genitori, il protagonista cerca in tutti i modi di far diventare suo figlio un boxeur di successo…Ma un destino canaglia spezzerà tutti i suoi sogni portandogli via la cosa più preziosa che ha un padre: il figlio.
Non vi preoccupate: ho raccontato a grandi linee soltanto i primi 40 minuti di un grande film interpretato superbamente da un Sergio Castellitto in stato di grazia e probabilmente in uno dei suoi personaggi più riusciti che rimarranno nella storia del cinema italiano degli ultimi anni…Non a caso il grande attore-regista romano ha portato a casa il premio Marc’Aurelio d’oro al miglior attore al festival del cinema di Roma…A proposito di Angelini regista bisogna sottolineare che, grazie al personaggio del padre galeotto de L’aria salata datato 2006, Giorgio Colangeli vinse lo stesso premio che quest’anno s’è aggiudicato Sergio Castellitto quindi si può benissimo dire che Alessandro Angelini è un ottimo direttore d’attori oltre che fine ed acuto narratore di storie urticanti quanto necessarie…
In questo bel film il regista affronta vari temi scottanti come la donazione degli organi, l’accettazione del diverso, vedasi trans, ed il traffico di clandestini… Angelini ci dimostra che il nostro giovane cinema non è fatto solo di lucchetti sui ponti o film d’autore…Oltre al già citato Castellitto, il resto del cast è composto da Gabriele Campanelli, Giorgio Colangeli, Anita Kravos, Duccio Camerini, Augusto Fornari per un’opera assolutamente da vedere. Bravo Angelini, fai alzare la testa al nostro cinema…

Voto: 7

Ettore Calvello