La Principessa e il Ranocchio

21/12/2009

di John Musker e Ron Clements
con: Animazione

Tiana è una giovane cameriera afro-americana, che vive nella New Orleans degli anni '20 e che lavora duramente per realizzare il proprio sogno: aprire un ristorante con buon cibo e buona musica, mantenendo una promessa fatta al padre, ormai morto, anni prima. Intanto Naveen, principe di bell'aspetto ma senza un soldo in tasca, arriva in città con il suo valletto Lawrence, alla ricerca di una giovane e ricca moglie che possa risolvere i suoi problemi economici. Il giovane si lascia però ammaliare dai discorsi capziosi del Dr. Facilier, un subdolo stregone voodoo, che lo trasforma in una rana. Ad una festa di carnevale, il principe-ranocchio, ricordatosi della vecchia storia dove per spezzare l'incantesimo è necessario l'intervento di una principessa, convince la ragazza -che crede essere di sangue reale- a baciarlo, in modo da poter tornare alle originali sembianze. Succede però l'imprevisto: Tiana non è una vera principessa e il suo bacio, anziché aiutare Naveen, fa trasformare anche lei in una viscida, ma graziosa, ranocchia. I due dovranno quindi adattarsi alla vita selvaggia di una palude, dove conosceranno tanti simpatici personaggi, come il coccodrillo Louis, la lucciola  Ray o Mama Odie, una maga in grado di farli tornare nel mondo degli umani. Inutile dire che, dopo peripezie varie, l'amore trionfa e la storia si conclude con la tipica sentenza fiabesca “e vissero felici e contenti”.
La storia di base e la tecnica di realizzazione sono quelle tradizionali, ma il messaggio, le musiche, l'ambientazione sono completamente nuovi. La novità più evidente è che la protagonista è la prima principessa afro-americana della storia dei cartoni Disney. Molti hanno ipotizzato che questo sia il film d'animazione  che celebra l'era di Obama, ma in realtà il progetto è in cantiere dal 2006. Tiana è diversa dalle altre principesse non solo per aspetto, ma anche per  indole: non è più una giovane donna che fa coincidere la realizzazione della propria felicità con la ricerca del suo principe azzurro, ma è una ragazza indipendente, che cerca di realizzare i propri sogni sfruttando il proprio lavoro, per la quale l'amore arriva solo casualmente. Si ha finalmente una protagonista ispirata al modello della donna moderna.
Nonostante le grandi innovazioni e la ventata di attualità portate, la storia poteva essere sviluppata ed utilizzata meglio. Rispetto ai precedenti lavori di Clements e Musker, La principessa e il ranocchio risulta molto meno divertente ed emozionante. I personaggi minori -ad eccezione del riuscitissimo personaggio di Ray, doppiato dal bravissimo Luca Laurenti- sono privi della simpatia e dell'originalità del gabbiano Scuttle (La sirenetta) o del pappagallo Iago (Aladdin) o ancora del Genio (imparagonabile la voce di Robin Williams nell'originale, così come quella di Proietti nella versione italiana). La colonna sonora -curata da R. Newman- è molto meno orecchiabile e fantasiosa di quelle dei precedenti film di animazione dei due registi.
Come in ogni Classico Disney i riferimenti ai precedenti film di animazione sono numerosissimi:il coccodrillo che suona musica jazz con la sua inseparabile tromba, ricorda moltissimo, sia per la voce, che per le canzoni cantate, che per le movenze, l'orso Baloo de Il libro della giungla, mentre Mama Odie ad alcuni fa tornare alla mente Maga Magò (La spada nella roccia), ad altri la nonna di Mulan. Le citazioni non si limitano, però, solo al mondo Disney: Dr. Facilier non è il primo cattivo dei film di animazione ad avere alleati nel regno dei defunti (si pensi al Rasputin di Anastasia) e le ombre che lo accompagnano hanno una sagoma simile a quella di alcuni personaggi del film in stop-motion, ideato e prodotto da Tim Burton, Nightmare before Christmas.
Una nota di merito, almeno per la versione italiana, va alla voce di Luca Ward, perfetto nel ruolo del cattivo Dr. Facilier.

Voto: 6

Chiara Di Ilio