Avatar

26/12/2009

di James Cameron
con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Joel Moore, Wes Studi, Laz Alonso

Jack, un ex marine, viene inviato insieme a una spedizione sul pianeta Pandora, abitato da una razza umanoide e ricco di risorse minerarie. La popolazione locale vive in completa empatia col pianeta e non ha mai avuto contatti con altri. Il piano degli scienziati è quello di infiltrare militari all'interno della popolazione indigena per poi prendere possesso del pianeta. Ma Jack, e alcuni altri si innamoreranno del luogo e della sua popolazione e cercheranno di impedirne la distruzione.
 

Ci sono diversi modi di approcciare al commento di un film del genere.
Il primo e sicuramente quello di maggiore rilievo, riguarda il comparto tecnico e la messa in scena complessiva. Ovvio che, dato il notevole dispendio di risorse, siamo di fronte a un lavoro tecnicamente perfetto. Non c'è nulla che non sia stato curato nel più piccolo dettaglio e, di conseguenza, niente è lasciato al caso. Il pianeta e i suoi abitanti sono il meglio che ci si possa, al momento, aspettare dall'accurato lavoro in computer grafica di un manipolo di grossi esperti senza praticamente nessun limite di budget.
La poesia sottesa al concetto di un pianeta in empatia coi propri abitanti ricorda i sogni nostalgici dei figli dei fiori e, in verità rapisce anche un pochino lo spettatore dal cuore non ancora indurito del tutto dalla realtà politica attuale. Inoltre le immagini hanno quel sapore magico e leggermente onirico, che regala il brivido in 3d del videogioco totale. Insomma siamo dentro il sogno di una natura che ha vinto, prima di svegliarci a colpi di arma da fuoco e scoprire che era solo una vittoria temporanea.
Gli americani e in particolare i militari si sa, amano l'ordine e le risorse di un pianeta non possono restare là dove sono originate, devono per forza entrare a far parte di un qualche progetto per arricchire qualcuno.
A questo punto si entra nel vivo della questione se sia lecito o meno aspettarsi qualcosa di più da un siffatto capolavoro tecnico.
Forse è pretendere troppo, ma una trama degna di questo nome ci sarebbe stata più che bene. Però è anche vero che, di fronte a tale stupita meraviglia solo lo spettatore più insensibile e ingrato si sognerebbe di chiedere anche un senso al tutto.
Gli sceneggiatori americani, che non sono mai tenuti in gran conto nella realizzazione di un film, in questo caso danno il peggio nel saccheggio di tutte, ma proprio tutte, le icone storiche e fantasmatiche della storia locale.
Abbiamo nell'ordine: cinquant'anni dopo L'invasione degli ultracorpi, un gruppo di ex marine che decide di far parte di un'esperimento il quale gli consentirà di possedere il corpo di un indigeno e fingere di essere lui, ovviamente col segreto intento di colonizzare il pianeta e impossessarsi delle risorse di cui è ricco. Vi ricorda nulla?
Poi c'è un'invasione a terra con gli elicotteri, stile Vietnam, con tanto di militari cattivi, manca solo la cavalcata delle valchirie e il napalm di prima mattina. La novità in questo caso è che dietro i militari ci sono le multinazionali. Davvero una gran novità.
Inoltre c'è uno sterminio della popolazione indigena, inizialmente pacifica, che ricorda assai da vicino quello dei nativi americani, un nome carino per definire la popolazione indiana prima che venisse cacciata dalla sua terra e ridotta a sopravvivere nelle riserve. E infine un'esportazione massiccia di democrazia mai vista neanche in Iraq, col conseguente passaggio alle ruspe della foresta amazzonica locale. I nativi vengono prontamente addestrati alla battaglia, di cui non sospettavano neanche l'esistenza prima di essere invasi, dall'americano buono che ha perso la sua identità abitando il corpo di un indigeno e frequentando una ragazza del posto. Residui di melassa avanzati dal Titanic infestano la parte centrale del film, che però si riprende alla grande nella battaglia finale a colpi di mitragliatrici e con un bel ritorno in grande stile dell'antico eco-vengeance.

Tutto qua. Sarebbe da considerarsi un peccato, se veramente fosse mai stato possibile pensare che una parte, anche piccola, di tutto quello che è stato speso per la realizzazione, potesse andare a uno sceneggiatore. Magari europeo. Uno non così ossessionato dalla storia americana da dover ancora una volta passarla in rassegna tutta per non dimenticare. Sperando che la gente intanto si beva il fatto che, a volte, ci sono americani buoni che contravvengono agli ordini, in nome dell'amore per qualcosa di cui manco sospettavano l'esistenza: un pianeta pacifico.
Ma tant'è. Adesso se non vogliamo passare per i soliti guastafeste ci tocca dire che comunque il film è bellissimo e merita la visione, cosa del tutto vera. Ma purtroppo questo non esime lo spettatore dal provare una leggera rabbia di fronte all'ennesima presa per i fondelli, mascherata da sentimenti buonisti, e dal desiderio di mostrare l'altra faccia dell'America. Quella che ha votato Obama. Ma che al momento sta con le braccia incrociate aspettando che i militari finiscano con le ruspe e con l'esportazione di democrazia residua dell'amministrazione precedente.

Voto: 7

Anna Maria Pelella

Dopo anni e anni di progettazione arriva finalmente nelle sale cinematografiche l'attesissimo film di James Cameron.
Volendo risalire alle origini del progetto, bisogna tornare nel 1995, anno in cui il regista stende le  prime 82 pagine del copione di Avatar che, però, abbandona temporaneamente per dedicarsi al kolossal più famoso degli anni '90: Titanic. Cameron riprende in considerazione l'idea del film dopo aver osservato gli ottimi progressi compiuti dalla CG (Computer Grafica), in particolare nella lavorazione de Il Signore degli anelli - per il personaggio di Gollum -, di Pirati dei Caraibi - per il personaggio di Davy Jones –  ed ancora di King Kong. Con costi da capogiro, un grandioso lavoro tecnico, una meticolosissima attenzione ad ogni singolo particolare, è stato possibile creare un popolo alieno quasi eliminando l'uso del trucco, che non solo avrebbe richiesto un notevole dispendio di tempo (ci vogliono circa cinque ore per ottenere risultati soddisfacenti), ma sarebbe risultato tutt'altro che naturale; con la CG l'incarnato degli attori appare più che realistico – quando invece il trucco lo avrebbe reso opaco - . E' stato inoltre possibile alterare i lineamenti del volto, mantenendo allo stesso tempo i tratti essenziali, ma creando alcune caratteristiche specifiche del popolo alieno. Prescindendo, comunque, dalla qualità degli effetti speciali, assolutamente innovativi ed apprezzatissimi, è bene prestare attenzione anche ad altri elementi, quali la trama o la colonna sonora. Avatar, che Cameron definisce “il film più difficile che abbia mai realizzato”, è la storia di un ex marines, che ha perso l'uso delle gambe durante una missione, e che viene ingaggiato da una compagnia interplanetaria terrestre, la RDA, che organizza una missione sul pianeta Pandora, molto simile alla terra e ricchissimo di risorse minerarie, con l'intenzione di impadronirsi del preziosissimo minerale Unobtainium. Per permettere agli umani di inserirsi nell'ambiente autoctono, vengono creati degli Avatar, corpi ibridi a metà fra i terrestri ed i “pandoriani”, che possono essere controllati collegandoli al proprio sistema nervoso. Jake, dopo essersi inserito  fra i Na'vi,  imparerà a convivere con loro e ed a sentire come propria una cultura che all'inizio non era in grado di comprendere. Sarà quindi coinvolto nella lotta per l'estromissione degli invasori da Pandora e per la salvaguardia del pianeta. Non può mancare, comunque, accanto alla componente fantascientifica, quella romantica: Jake si innamorerà della bella aliena Neytiri, la Na'vi che lo guida nell'inserimento nella comunità.La trama è ricca di citazioni e riferimenti storici; è indubbio che la spietata colonizzazione del pianeta ricordi quella del continente americano da parte delle grandi potenze europee; non è difficile notare una somiglianza fra la storia d'amore di Jake e Neytiri e quella di Pocahontas e John Smith, fra il conquistatore che poi si converte e passa alla difesa del conquistato e l'indigena locale, all'inizio diffidente, ma poi disposta a svelare i segreti della propria comunità. Inoltre l'attrazione irresistibile per il diverso, l'amore ostacolato a causa del differente stile di vita ricorda molto la relazione di Jack e Rose, protagonisti di Titanic. Elemento del tutto nuovo in una storia d'amore è il modo di esternare all'amato il proprio sentimento, dicendo “Io ti vedo”(frase che dà anche il titolo alla canzone della colonna sonora) anziché del solito “Io ti amo”, dove per “vedere” si intende capire con il cuore e lo spirito e non solo con la mente.
Lasciando da parte i toni un po' retorici, il messaggio di fondo di Cameron è comunque apprezzabile. Gli umani, che lamentano il fatto che i Na'vi “al posto di ringraziarci perché forniamo loro delle strade, un'istruzione, continuano a rotolarsi nel fango” e della loro resistenza all'invasione, non si rendono conto della profondità spirituale di quel popolo. Essi, infatti, anziché sfruttare la natura per ricavarne sempre più potere, portando il loro mondo alla distruzione, rispettano l'ambiente ed instaurano con esso un profondo legame religioso, scaturito da una poetica concezione panteista. Il regista afferma “Neytiri e il suo popolo rappresentano la parte migliore di noi stessi, per il modo in cui vivono nel loro mondo: in simbiosi, armonia, empatia. È qualcosa a cui tutti dovremmo aspirare soprattutto in un momento in cui abbiamo perso, forse, il contatto con la natura che ci circonda.”
Meraviglioso è l'effetto visivo del film, un tripudio di colori accesi e fluorescenti che raggiunge il massimo effetto suggestivo nelle foreste di Pandora, attraverso la flora e la fauna. Bellissime anche le scene di acqua che ricreano la stessa atmosfera magica dei quadri di Monet.
Anche se indubbiamente è difficile reggere il confronto con la colonna sonora di Titanic, vincitrice di ben due premi Oscar, James Horner è riuscito bene a creare delle musiche eroiche e con toni di sinfonia classica per le scene di battaglia, componendo canti religiosi per le cerimonie del popolo Na'vi ed una bella canzone d'amore interpretata da Leona Lewis.
Per la versione italiana è giustissima la scelta di F. Pezzulli (già doppiatore di Di Caprio in Titanic), che presta la voce a Jake e di D. D'amico nei panni di Neytiri.

Voto: 7,5

Chiara Di Ilio