Soul Kitchen

10/01/2010

di Fatih Akin
con: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel

Come dire "dimmi quello che mangi e ti dirò chi sei". Il protagonista è Zinos un giovane di origine greca che gestisce - malamente - una tavola calda nella zona portuale di Hamburg. 
Il locale si chiama appunto Soul kitchen ma di spirituale non ha alcunché se non il nome che rievoca una nota canzone dei Doors come Zinos sembra la copia maldestra e pasticciona di un Jim Morrison dei poveri.
La cucina di Zinos è deprecabile: fritti e impiastri che però i palati poco raffinati dei frequentatori abituali sembrano gradire, tanto il fine è solo quello di riempire un buco nella pancia, come gli farà successivamente notare il bizzarro chef Shane.
La vita di Zinos va in pezzi come il suo ristorante e la sua schiena, la fidanzata Nadine, raffinata e colta sinologa, parte per la Cina e il fratello Elias esce di prigione sulla fiducia per complicargli ulteriormente l'esistenza.
Per il giovane ristoratore sembra giunto il momento di mollare tutto e cambiare paese, magari raggiungendo Nadine ma niente è come sembra e il destino del Soul kitchen prenderà una strada inaspettata come quello di Zinos e dei suoi amici e compagni di avventura. Artefice di tutto ciò è il personaggio magico e coinvolgente del cuoco Shane (Birol Ünel) il quale cucina oltre a piatti raffinati e afrodisiaci anche lo spirito di Zinos. Questi imparerà a sua volta a cucinare e a mangiare e anche la sua vita migliorerà.
Una commedia brillante come se ne fanno poche ormai ma quando ci sono riescono a colpire nel segno come "Full Monty" o "Svegliati Ned!"
A dimostrazione che non sono indispensabili budget stellari per creare un buon prodotto ma è fondamentale avere l'idea giusta e i giusti ingredienti - visto che parliamo di cucina. 
Gli attori sono bravi e hanno delle facce vere, le risate non mancano come anche qualche momento toccante sottolineato da ottima musica.
La colonna sonora infatti è travolgente e sono da ricordare in particolare alcuni brani di rebetiko (il blues greco) e la versione de "La paloma" di Gabriella Ferri.
Attenzione però, non si tratta di una commedia etnico-nostalgica: la provenienza di Zinos e del fratello potrebbe essere anche un'altra mantenendo forse solo il tratto mediterraneo. Per qualche verso potrebbe ricordare il bellissimo e sottovalutato "The Big Night" (di Stanley Tucci, 1996) almeno per la sacralità che Shane - interpretato dall'attore che fu protagonista di "La sposa turca" - tributa al potere del cibo.
Per l'ennesima volta dobbiamo prendere atto che la grande lezione che fu della commedia italiana (ed europea) è stata raccolta e reinterpretata egregiamente, da tutti fuorché dagli italiani stessi, in una scena del film non ho potuto fare a meno di pensare che Akin avrà sicuramente visto e apprezzato quei cari vecchi "soliti ignoti".

Voto: 8

Katia Ceccarelli