Il Quarto Tipo

20/01/2010

di Olatunde Osunsanmi
con: Milla Jovovich, Will Patton, Hakim-Kae-Kazim, Corey Johnson, Enzo Cilenti, Elias Koteas


Ricordate Incontri ravvicinati del terzo tipo? Qui siamo al quarto tipo, con cui è indicato il rapimento da parte degli extraterrestri. A questo punto i richiami cinematografici sono molti, con qualche alieno buono (Et) e molti cattivi (Indipendence Day, tanto per citarne uno). Ma con Il quarto tipo il più logico richiamo cinematografico è un altro, The Blair Witch Project. Ricordate?
In Il quarto tipo si assiste a una sovrapposizione tra fiction e documentario, perché si immagina che il regista, dopo aver incontrato la psicologa Abbey Tyler, decida di realizzare un film in cui raccontare le ricerche condotte da quella psicologa. Dei pazienti le avevano raccontato dei terribili incontri di notte, preceduti dalla visione di un gufo bianco. Incontri con alieni? Tutto ce lo vuol far credere. Il documentario con l’intervista alla psicologa si affianca alla parte cinematografica, dove a ricoprire il ruolo della psicologa è Milla Jovovich (nella foto), che fin dall’inizio si presenta e ci indica che cosa stiamo per vedere. Insomma, sono drammatici incontri con alieni, paurosi, ma solo suggeriti perché noi gli alieni non li vediamo mai. E nemmeno la cittadina dell’Alaska, dove si svolge tutto, è mai indicata: per salvare la privacy è indicata come «Nome». E, naturalmente, la psicologa Tyler non esiste veramente e meno che mai esistono le registrazioni e i pazienti che raccontano la loro storia. Oppure no?
L’importante è l’atmosfera, l’importante è suggerire la paura, convincendoci che stiamo sentendo dei veri racconti, stiamo assistendo a qualcosa di accuratamente documentato. Ma siamo davanti a un vero documentario? Finchè dura il film tutto è fatto in modo da farcelo credere e qui sta sicuramente la forza del film. Che è una ennesima prova della forza di una foto e di un documentario: li vediamo e dunque quello che ci mostrano deve essere vero. O no?
Durante i titoli di coda, si sentono molte dichiarazioni di persone che raccontano visioni di ufo, avvistamenti, incontri con alieni. Peccato che il pubblico scatti subito in piedi, appena è convinto che il film è finito.
Il voto finale tiene naturalmente conto dello stile scelto dal regista, per realizzare un film con più idee che soldi. Certo non è una operazione mai tentata – vedi il caso di The Blair Witch Project –, ma è comunque interessante.

Voto: 7

Valeria Prina