Paranormal Activity

04/02/2010

di Oren Peli
con: Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer

Katie e Micah sono una coppia che sente qualcosa di strano in casa. Lui decide di procurarsi una videocamera e piazzarla nella stanza da letto durante la notte per riprendere quel che accade.
Ovvio che la maggior parte delle volte non accadrà nulla, ma che un paio di momenti in cui una porta si apre nel mezzo della notte, o Katie passa qualche ora in piedi in stato di sonnambulismo, convincono lui del fatto che occorre girare per casa con sottobraccio la videocamera per cogliere tutte le probabili manifestazioni paranormali.
In verità di paranormale qui sembra esserci solo la pazienza di lei che si lascia riprendere tutto il tempo in calzoncini mentre si lava i denti. Per il resto del tempo la tensione è completamente assente e noi assistiamo, non senza una buona dose di noia, allo svolgersi delle normali attività casalinghe di due americani ossessionati dai rumori. La spinta voyeristica che potrebbe animare qualche volenteroso spettatore affoga presto nella noia delle ripetizioni e nella nausea da maneggiamento maldestro di videocamera. Inoltre lui comincia a sembrare davvero un neoregista ossessionato dalla sua prima attrice, e lei appare sempre più sull'orlo di una crisi di nervi.
La tavoletta Ouija, gli specialisti e le ricerche in rete non miglioreranno nè la situazione dei due, nè sveglieranno lo spettatore addormentato. Le impronte dell'entità rilevate sul pianerottolo indurranno alla fine lo spettatore a convincersi che, seppure i due non sono del tutto pazzi, il fatto che accada qualcosa non implica necessariamente che a noi debba davvero interessare come finirà.

Sarebbe da considerare divertente il numero spropositato di film ripresi con camera a mano, se non fosse che la maggior parte vengono realizzati da registi che risultano incapaci anche di girare un video delle vacanze. Questo Paranormal Activity ha in sè l'insulsaggine dell'inutilità e contemporaneamente la presunzione dell'originalità.
Strombazzato a più riprese come erede del sopravvalutato Blair Witch Project, che almeno vantava un'imponente campagna pubblicitaria causa prima del suo successo e un'ambientazione decisamente più suggestiva, questa mera copia senza nessuna tensione sfrutta la scia pubblicitaria dei film a basso costo finto/amatoriale per imbrogliare lo spettatore e regalargli un'ora e mezza di sbadigli.
In realtà si tratta di un prodotto dozzinale, girato senza nessun estro e con la presunzione di aver qualcosa da dire su argomenti abbondantemente sviscerati da altri prima di lui, in ogni caso meglio e senza neanche la sponsorizzazione di Spielberg che affligge quest'ultimo presupposto film horror.
Girato due anni fa con un budget irrisorio, il film vanta tre diversi finali, uno dei quali in totale fuori campo, e un altro leggermente meno irritante, ma comunque piuttosto insulso.
La recitazione annoiata e leggermente enfatica dei protagonisti accentua il senso di noia che affligge lo spettatore quasi subito. Mentre la regia inconsistente e la tensione totalmente assente completano il quadro di una grossa presa per i fondelli di chi, nostalgicamente attirato dal ricordo di film meglio riusciti di questo, subirà la delusione che sempre più spesso accompagna i fan di un genere ucciso a colpi di noia da produttori affamati e da registi senza talento.

Voto: 4

Anna Maria Pelella