Amabili Resti

11/02/2010

di Peter Jackson
con: Saoirse Ronan, Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Stanley Tucci, Susan Sarandon

 
Nella splendida cornice del teatro Petruzzelli, rinato a nuova vita a 18 anni dall’incendio che lo distrusse, il direttore artistico Felice Laudadio è riuscito a portare sontuose anteprime internazionali di grosso calibro nell’ambito della prima edizione del Bifest che certamente è destinato a diventare uno dei festival cinematografici più interessanti e vitali, anche a livello internazionale.
Particolarmente interessante tra le anteprime il nuovo capolavoro di Peter Jackson “Amabili resti” con il quale il geniale regista della stupefacente trilogia de il Signore degli Anelli e del remake di King Kong torna alle atmosfere dei suoi esordi di Creature del cielo riuscendo a coniugare effetti speciali onirici e visionari con un plot molto convincente e ricco di pathos e sentimenti basandosi sul bel libro di Alice Sebold.
Il film narra della triste ed urticante vicenda dell’adolescente Susie Salmon, misteriosamente scomparsa senza lasciare alcuna traccia, selvaggiamente uccisa.
Lo spirito della povera Susie da un aldilà senza un Dio creatore, ma al contempo paradossalmente panteista poiché, a mio parere, non è concepibile un aldilà senza un Dio creatore, veglia sulla sua famiglia e sul suo primo amore che l’aspetta invano, ma senza perdere d’occhio il suo assassino, che è il suo insospettato vicino di casa maniaco del modellismo.
La protagonista, in questo aldilà-limbo è in bilico fra un irrefrenabile impulso di vendetta verso il suo carnefice o il superamento del dolore e il desiderio che la sua famiglia riesca ad elaborare il lutto per la sua perdita …Senza svelare troppo, la nostra protagonista cercherà di far entrambe le cose…Ci riuscirà?
Questa nuova opera del geniale Peter Jackson è di una bellezza folgorante, in particolare la sequenza straordinaria delle navi che s’infrangono, metafora della vita di Susie; per tutta la durata dell’opera si respira un’atmosfera profondamente impregnata di spleen esistenziale quasi un pessimismo cosmico…Dio, o l’idea di Dio è sostituito da un Fato o destino implacabile…
La vicenda surreale e per certi versi grottesca che ha creato Alice Sebold sembra sia stata concepita da uno Stephen King fatto di crack, mi spiego, nei libri di King l’orrore si scatena nella provincia americana un po’ ottusa e sonnolenta proprio come nell’opera della Sebold, ma in più c’è un gusto ed una tendenza all’onirismo, cosa che almeno nell’ultimo King un po’ latita…
Ottimi tutti gli interpreti da un dolente Mark Wahlberg che interpreta il padre, un’irriconoscibile Rachel Weisz nel ruolo della madre, una straordinaria Susan Sarandon nel ruolo un po’ freak della nonna, un camaleontico Stanley Tucci in un ruolo che non racconto ma sarei pronto a scommettere che il buon Stanley quest’anno si porterà a casa un bell’Oscar come miglior attore non protagonista ed infine la giovane protagonista Saoirse Ronan che dà il volto e l’anima alla povera Susie Salmon.
Imperdibile.

Voto: 8

Ettore Calvello