20 Sigarette

15/09/2010

di Aureliano Amadei
con: Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli

20 SIGARETTE di Aureliano Amadei è il film vincitore nella sezione di Controcampo Italiano a Venezia 67. È  stato l’evento che ha commosso, sconvolto e convinto il pubblico del Lido e si spera che, grazie all’opera prima del talentuoso Aureliano Amadei, il cinema un po’ sonnacchioso e poco coraggioso degli ultimi tempi abbia una scossa d’energia per andare avanti… È  importante l’opera prima di Amadei per la sua testimonianza sull’attentato del 12 novembre 2003 nella caserma dei carabinieri di Nassirya, di cui fu l’unico civile sopravvissuto di una strage che uccise ben diciannove italiani; fra le vittime ci fu anche il regista Stefano Rolla che nel film ha il volto grintoso e convincente di Giorgio Colangeli. Amadei si trovava a Nassirya per far l’assistente a Rolla ed era giunto soltanto il giorno precedente alla strage; aveva appena conosciuto e simpatizzato con i militari che lo avevano accolto e aveva fatto in  tempo a fumare venti sigarette prima di trovarsi di fronte all’orrore ed alla morte. La qualità primaria del film è nel descrivere la missione dei soldati italiani senza trionfalismi patinati né retorica, è un’opera secca, girata con brio mescolando generi diversi. La sequenza dell’attentato è un autentico pugno nello stomaco al limite dell’horror gore girata con coraggio e gusto estetico.
In 20 Sigarette oltre al cinema di denuncia forte e robusto come si faceva un tempo c’è molta commedia all’italiana, le sequenze fra il protagonista e la sua amica sono degli splendidi duetti brillanti che alleggeriscono l’atmosfera mai a sproposito. Il protagonista è interpretato splendidamente da Vinicio Marchioni noto al pubblico televisivo per aver fatto il Libanese nella serie di Romanzo Criminale, uno dei nuovi volti che il nostro cinema deve tener d’occhio;  Carolina Crescentini interpreta l’amica, che diverrà poi la compagna di vita del protagonista e madre dei suoi figli, ha verve e intensità in una delle sue prove migliori e toccanti. Il linguaggio filmico dell’opera prima di Amadei, che è tratta dall’opera letteraria 20 sigarette a Nassirya scritta dallo stesso regista,  mischia vari generi con mano sicura e con coraggio; ha meritato il premio e merita l’attenzione del pubblico, vorrei aggiungere che, a mio parere, sarebbe stato benissimo anche nel concorso ufficiale di Venezia 67. Film  da non perdere per nessun motivo.

Voto: 8

Ettore Calvello