Machete

29/09/2010

di Robert Rodriguez
con: Danny Trejo, Jessica Alba, Robert De Niro, Steven Seagal, Michelle Rodriguez, Don Johnson, Lindsay Lohan, Tom Savini

Machete, un federale messicano, viene attirato in una trappola da Torrez, un trafficante di droga, il quale gli uccide moglie e figlia e lo abbandona in una casa in fiamme, credendolo morto. Tre anni dopo Machete è ad Austin, Texas, dove viene assoldato da Booth per assassinare il senatore McLaughlin. Ma l’attentato è solo una messa in scena organizzata per aumentare le possibilità del senatore di essere rieletto, e Machete dovrà sfuggire ai killer mandati da Booth per eliminarlo..
Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, “Machete” è l’evoluzione di uno dei falsi trailer di “Grindhouse” (2007), il dittico firmato da Tarantino e Rodriguez, uscito nelle sale italiane smembrato in due parti e privo della maggior parte dei trailer. Il successo del film ha generato in questi anni una sequela di scadenti imitazioni, buon ultimo “Samurai Avenger: The Blind Wolf” (2009) di Kurando Mitsutake, rimasti confinati negli scaffali delle videoteche. Tutti rigorosamente con la pellicola rovinata da graffi e bruciature, rulli mancanti e presunte reintegrazioni a posteriori delle sequenze più splatter, tutti privi di ritmo, con una regia amatoriale e attori indegni di questo nome.
Finalmente torna Rodriguez a ristabilire le giuste proporzioni, portando sullo schermo una sceneggiatura che risale al 1993, prima di “Desperado”, e dirigendo il film insieme al suo montatore abituale, Ethan Maniquis. Se “A prova di morte” era quasi un saggio teorico sull’exploitation degli anni ‘70 e “Planet Terror” ne era la scatenata parodia, “Machete” è un’esatta replica degli originali, quasi un’esercizio di archeologia cinematografica. La ricostruzione è filologicamente accurata, dai tagli d’inquadratura alla fotografia alla colonna sonora, con l’aggiunta di molta ironia e di un saporito sottotesto politico, che in America, secondo Fox News, pare abbia disturbato alcune persone.
Già il cast sollecita le papille gustative: Don Johnson è Von, poliziotto corrotto a capo di una squadra di vigilantes, che si diverte facendo il tiro al bersaglio con i messicani che attraversano clandestinamente il confine; Robert De Niro è un senatore di estrema destra che si propone di inasprire le leggi sull’immigrazione; Jessica Alba è Sartana Rivera, un’agente del controllo immigrazione che decide di passare dalla parte di Machete; Michelle Rodriguez è Luz, venditrice di tacos che ha organizzato una rete sotterranea per aiutare i messicani senza documenti; l’impareggiabile Tom Savini (gia’ Sex Machine in “Dal Tramonto all’Alba”) è Osiris Amapour, killer professionista che si fa pubblicità con demenziali spot televisivi; Steven Seagal è Torrez, gangster innamorato di katana e samurai; Lindsay Lohan è April, ninfetta tossica e ipersessuata, nonchè figlia di Booth, incestuosamente innamorato di lei. E poi naturalmente c’e’ lui, Danny Trejo, un personaggio dalla biografia movimentata che, dopo aver interpretato il personaggio di Machete nella serie di Spy Kids e nel trailer di “Grindhouse”, trova la sua consacrazione definitiva in un ruolo da protagonista. Con attori del genere e tanta voglia di divertirsi, il risultato non poteva che essere esplosivo, spesso e volentieri in senso letterale.
Irresistibile con le donne, che cadono regolarmente ai suoi piedi, e granitico come si conviene, Machete usa qualsiasi tipo di arma, cavatappi, chiavi, attrezzi da giardiniere, per eliminare i cattivi di turno, oltre a calarsi dalle finestre utilizzando metodi poco ortodossi. Una macchina inarrestabile che, in nome della giustizia sociale e dell’uguaglianza, conduce il suo personalissimo “terzo stato” alla riscossa, sempre nella modalità fracassona, ludica e iperbolica del B-movie. Apoteosi dell’immaginario adolescenziale targato “Girl with Guns”, violenza fumettistica e donne sensualissime, nonché politicamente scorretto, “Machete” è dannatamente divertente ma anche intelligente, binomio sempre più infrequente nel cinema americano.

Voto: 7

Nicola Picchi