The Butler: il mondo visto dallo Studio Ovale

13/10/2014

di Lee Daniels
con: Forest Whitaker, Oprah Winfrey, John Cusack, Jane Fonda, Cuba Gooding Jr., Terrence Howard, Lenny Kravitz, Alan Rickman, Vanessa Redgrave, Robin Williams

Ispirato ad una storia vera, quella di Eugene Allen, The Butler, un maggiordomo alla Casa Bianca, ripercorre i periodi più critici della storia americana, dalle battaglie per i diritti civili, all’assassinio Kennedy fino alla nascita del movimento dei Black Panther,allo scandalo Watergate con una passione ed un trasporto raramente visti sul grande schermo.

Sullo sfondo di un’America sempre in bilico tra slanci in avanti per l’affermazione dei più elementari diritti e repentini passi indietro a difesa di privilegi acquisiti dalle maggioranze su posizioni assolutamente reazionarie, si svolge la storia di Cecil Gaines, interpretato magistralmente da Forest Whitaker.

Dopo la morte del padre ed i problemi psichiatrici della madre, appena adolescente, questi decide di lasciare le piantagioni di cotone del Sud del Paese alla ricerca di una vita migliore.
Diventa così un cosiddetto “negro di casa”, ben educato ed assolutamente discreto nell’offrire i propri servizi.
Fino all’approdo a Washington nel pieno della Grande Depressione, dove trova lavoro in un lussuoso albergo. Qui sposa Gloria, diventa padre di Louis e Charlie ed ottiene un lavoro come maggiordomo alla Casa Bianca dove resterà per 34 anni, a partire dal 1952 assistendo in silenzio alla vita che si svolge nel maggiore centro di potere al servizio di ben sette Presidenti.
Intanto fuori dallo Studio Ovale il mondo cambia in fretta ed in questo contesto Gaines/Allen resta discreto al suo posto, chiuso in quel silenzio imposto dal protocollo che non significa accettazione, tutt’altro ma una forma di protesta che lo porta ad ottenere, anni dopo, il riconoscimento dei propri diritti ad opera del Presidente Reagan.
In quello stesso campo fatto di manifestazioni e violenze, milita il figlio di Gaines, attivista per i diritti civili, più volte arrestato e che il padre ripudierà per non essere stato al suo posto fino ad una riconciliazione che passa dalle dimissioni dall’incarico all’abbraccio di un sogno che ha il volto di Barak Obama.
Questi, infatti, lo volle accanto a sé tra gli invitati d’onore in occasione della suo primo gala di insediamento nel 2009.

Mai banale, mai retorico e senza indulgere al buonismo ed all’enfasi eccessiva, il film risulta coinvolgente ed a tratti anche emozionante ed il regista Lee Daniels ci guida sapientemente nella rivisitazione di un’America dalle mille contraddizioni, funestata dagli scandali e dalle rivendicazioni che sfoceranno nella marcia organizzata da Martin Luther King ed al suo assassinio.
Il tutto in un percorso di rilettura critica della Storia americana dove la questione razziale si inserisce in un quadro politico-economico complesso; ciò non esimendosi dal sottolineare la volontà (e la resistenza) di molti Presidenti nel non voler concedere quella sacrosanta parità di diritti nonostante molti afroamericani stessero combattendo in Vietnam per la Patria.

Il film, ovviamente, cede qualcosa alle esigenze cinematografiche come, ad esempio, l’invenzione del figlio Charlie nonché l’esagerazione di quell’attivismo radicale che connota la figura del figlio Louis che, in realtà, non fu mai impegnato in prima linea.
Nonostante ciò rappresenta una sorta di sequel dei lungometraggi di Tarantino (Django Unchained), Spielberg (Lincoln) e Steve Mc Quinn (12 anni schiavo) e sembra essere legato a questi da un richiamo vicendevole dove l’una riprende e prosegue i discorsi dell’altra delineando il panorama di una società perennemente combattuta tra questione morale e spregio dei diritti, tra dialogo e conflitto sociale.
In definitiva, la trama è di ottima fattura e le scene si susseguono con un ritmo gradevole suscitando nello spettatore, che non può restare indifferente, legittime domande, dubbi e sospetti sulla storia recente degli States, sui valori della libertà, della famiglia e della (ri) nascita della Patria.

Costato 30 milioni di dollari e con un cast di assoluta eccezione (Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Robin Williams,Vanessa Redgrave e Mariah Carey tanto per citarne alcuni), il film negli Stati Uniti ha incantato pubblico e critica ed è stato un vero e proprio fenomeno di costume incassando oltre 115 milioni di dollari.

Voto: 7,5

Nuccio Franco