Anteprime da Locarno 2017

23/08/2017

Gli asteroidi di Germano Maccioni
   
Gli asteroidi di Germano Maccioni è l’unico film italiano presentato in concorso al 70' festival di Locarno, ed è stata una bella sorpresa all'interno del giovane cinema italiano .
Si tratta di un noir esistenziale ma non solo, è anche e soprattutto uno spaccato sulla gioventù della provincia emiliana con forti echi antonioniani.
Il regista Gernano Maccioni proviene dal mondo del documentario dopo un lungo background teatrale e ciò si sente, ma questo è tutt’altro che un difetto.
Maggioni gira con mano sicura un ottimo film che ci parla delle macerie sociali, economiche e spirituali causate dalla crisi economica nell'Emilia.
Oltre ai quattro giovani protagonisti Riccardo Frascari, Nicolas Balotti, Alessandro Tarabelloni, Adriana Barbieri,  il cast è completato da un'intensa Chiara Caselli, volto importante nel nostro cinema, e da un memorabile Pippo Del Bono nel ruolo più noir del film.
Da vedere!!!

Demain et tous les autres jours  di  Noémie Lvovsky

Demain et tous les autres jours  di  Noémie Lvovsky, presentato a Locarno 2017 nella sezione Piazza Grande, è una favola lieve che affronta due tematiche molto importanti ed impegnative come la follia e l'infanzia con le relative inquietudini.
La protagonista del film è una ragazzina sensibile, un po' introversa, che vive con la madre poiché i suoi genitori sono separati.
La madre, anche se le vuole molto bene talvolta la trascura poiché soffre di disturbi mentali che le creano gravi disagi psichici ed esistenziali.
La piccola protagonista è Mathilde, una bimba di nove anni, legata alla fragile mamma da un amore intenso e protettivo.
Un piccolo gufo regalato a Mathilde dalla madre cambia la sua prospettiva della vita; non voglio aggiungere altro, è una splendida storia d’amore.
 Film ben scritto, diretto ed interpretato ...da vedere!

Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini

Stimo molto Francesca Comencini ed il suo cinema generalmente di forte impatto civile e visivo, ma devo confessare che questo nuovo film Amori che non sanno stare al mondo presentato in Piazza Grande a Locarno,  non mi ha per niente convinto.
Non discuto gli interpreti, bravo Thomas Trabacchi, che meriterebbe maggiore e migliore visibilità; simpatica Chiara Mascino in libera uscita dal “barlume”, ma non convince la struttura narrativa; soggetto e la sceneggiatura che grondano acqua da tutte le parti cercando di raccontare la fine di una lunga  storia d'amore infarcendola d'inutili ed insistite scene di sesso (anche una omoerotica fra due donne...a quale titolo non si capisce).
La filmografia importante di Francesca Comencini aveva bisogno di questo titolo? Secondo il parere del sottoscritto direi proprio di no, men che meno il nostro cinema attualmente troppo onanistico e salottiero ed i risultati al botteghino parlano ahimè  molto chiaro!
Probabilmente sarebbe proprio il caso di ricordare a Francesca Comencini d'essere figĺia di un genio del nostro cinema d'autore, ma al contempo popolare,  e quindi da una regista del suo calibro e con la sua formazione, filmetti come questo non andrebbero realizzati per il buon nome del nostro cinema!!!

Ettore Calvello