Presentazione 5° festival Food & Book

27/09/2017

 

Giovedì 21 settembre, il celebre ristorante “Alfredo alla Scrofa” a Roma, meta di tanti divi durante la scintillante “Hollywood sul Tevere”, ha accolto la piacevolissima presentazione della quinta edizione del Food&Book, il Festival del libro e della cultura gastronomica diretto da Carlo Ottaviano e Sergio Auricchio, che si terrà a Montecatini Terme dal 13 al 16 ottobre. I protagonisti saranno gli scrittori, per i quali vino e cibo sono spesso elementi di ispirazione delle proprie opere narrative, accompagnati da chef che racconteranno quelle ricette che troviamo in libri di successo. Il programma sarà denso di eventi ed è già consultabile a questo indirizzo in Rete (http://www.foodandbook.it/)

Come da tradizione del Festival, si inizierà venerdì 13 ottobre con la serata dedicata ai padri nobili dell’alta cucina d’autore italiana. Dopo Ezio Santin e Gualtiero Marchesi, sarà la volta di Aimo e Nadia Moroni, nativi della vicina Pescia, ristoratori di successo a Milano. Sempre nella giornata di venerdì, dopo la Cena di Gala, alle 23.00 ci sarà l'apertura straordinaria del MOCA – Montecatini Contemporary Art, dove è esposta una delle più grandi tele di Joan Miró, il quadro Donna avvolta in un volo di uccelli, che il pittore surrealista spagnolo dipinse appositamente nel 1980, per farne dono alla città di Montecatini Terme.

Come è stato spiegato alla presentazione stampa, Food&Book è un festival di cultura, né sul cibo, né sulla Letteratura, bensì una celebrazione del loro incontro. Arte, scrittura e la suprema grandezza della enogastronomia italiana si fonderanno, per dare conoscenza; ovvero non dimenticarsi la sostanza del cibo, in una epoca, come la nostra, nella quale le pietanze sono ormai quasi solamente delle immagini, cucinate da chef televisivi o ultra-fotografate dalle persone comuni sui social media. Una rassegna, quindi, con un nobile intento, che si inserisce appieno in quella filosofia della alimentazione che spinse Carlo Petrini a fondare Slow Food, e che egli riassunse col motto: “buono, pulito e giusto”.

La cornice che ospiterà il tutto sarà quella delle Terme Tettuccio, uno stabilimento tra i più belli di Europa con il suo gusto – è proprio il caso di dirlo – tra neoclassicismo e liberty. Ben venga una iniziativa di questo tipo, rivolta alla passione non solo per il buon bere e mangiare, ma anche sul piacere di discutere e, specialmente, scrivere di queste cose.

 

A tal proposito, è tanto il nostro trasporto per la enogastronomia, che è l'unico ambito in cui possiamo accettare di etichettarci quali “giornalisti”. Invero, oggi la figura del cronista è abbastanza screditata, ma non nel campo del cibo. Certo, si può parlare magari eccessivamente in favore o contro un determinato vino o ristorante, ma non è come per la politica o la cultura, dove tutto è da una parte interesse e dall'altra sovente faziosa opinione. Al palato non è possibile mentire. Perché diciamo questo? Eravamo altamente curiosi di assaggiare il mitico piatto che ha reso famoso il ristorante “Alfredo”: le fettuccine al doppio burro. Confessiamo che la delusione è stata notevole, e ci dispiace dirlo. Dato che la enogastronomia presuppone anche essa lo studio, abbiamo capito il motivo che fa di questo piatto un qualcosa di incommestibile per noi. Chi mangerebbe una pasta scotta sino al paradosso e sommersa di cacio e burro? Ça va sans dire, gli americani. Allora ecco che il cibo ci rivela quanto fosse fasulla quella Italia degli anni '50, di quanto fosse supina al volere altrui, fino a tradire le basi stesse della nostra cucina. Ingiusti? Esagerati? Non crediamo, giacché in molti si è preferito tornare a mangiare deliziosi rustici e tartine, e sui tavoli vi erano numerosi piatti di fettuccine non terminati. Lo ripetiamo, il palato non mente!

Riccardo Rosati