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Gabriella Aguzzi Capo Redattore

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La villa di Palladio e di “Senso”

20/06/2015

“Le parola di Roberto, la sua fiducia, mi avevano dato il coraggio di partire. I primi giorni che passai nella  tranquillità della nostra villa di Aldeno mi fecero pensare alle convalescenze che seguono le forti malattie dell'infanzia...”
La villa di “Aldeno” citata da Alida Valli alias contessa Livia Serpieri nel film Senso di Luchino Visconti esiste, anche se nella realtà si trova a Lugo di Vicenza: è villa Godi Malinverni, la prima villa progettata da Andrea Palladio, che cominciò a lavorarci nel 1537. Oggi patrimonio dell'Umanità UNESCO, ne fu committente Gerolamo Godi, e risalta fra tutte per due caratteristiche: la perfetta simmetria, con la realizzazione di una loggia e salone centrale, come cuore della villa, e due ambienti laterali composti ciascuno da quattro sale; e gli affreschi, che ricoprono totalmente loggia  e sale, ad opera di due distinte scuole pittoriche, nettamente divise tra loro per temi trattati e per l'utilizzo dei colori: nell'ala di sinistra e nel salone centrale si potrà visitare la scuola classica, con Battista del Moro e Battista Zelotti, mentre nell'ala destra della villa si potrà visitare la scuola mistica, con gli affreschi di Gualtiero Padovano. La prima presenta colori tenui (rosa antico, azzurro zaffiro, giallo ocra), la seconda colori più sgargianti, non solo per il restauro realizzato in quest'ala dopo la prima guerra mondiale, ma soprattutto perché già l'artista aveva utilizzato un verde più acido e un giallo più energico.
Il fascino di questa villa è molteplice. Da un lato c'è l'importante aspetto architettonico, a cui si aggiunge quello paesaggistico (i giardini all'italiana, il parco). C'è poi l'aspetto storico-culturale. A parte i benemeriti Gerolamo e Pietro, la famiglia Godi presentava alcuni loschi figuri. Uno di essi uccise un rappresentante della famiglia Piovene, che nel '700 ebbe la proprietà a risarcimento: nel 1870 Andrea Piovene raccolse i fossili presenti nella valle del Chiavon, oggi raccolti in un museo ospitato nella villa. Durante la grande guerra la villa fu sede del comando inglese. Infine nel '60 fu acquistata dal prof, Remo Malinverni che la riportò al suo splendore dopo dieci anni di restauro e la aprì al pubblico.

E poi c'è l'aspetto cinematografico. Nel '54 Luchino Visconti, approfittando della stupenda scenografia offerta dalla villa, girò uno dei suoi capolavori, “Senso”, e per i cinefili è una pacchia attraversare le sale e riconoscere le varie sequenze: ecco la “Sala di Venere” e la “Sala dell'Olimpo” trasformarsi nella camera da letto di Livia e nel suo boudoir; nella “Sala dei Cesari” e in quella “delle Muse” il tenente Franz si fa consegnare i soldi, e il salone centrale è anche la sala di soggiorno dei Serpieri. Ciò che purtroppo è irriconoscibile è il paesaggio attorno: dove si stendevano i campi, negli anni 50 come nell' 800, ora è un brillare di tetti di capannoni industriali. Ma una visita è comunque meritata.

Orari per visite: da aprile a settembre, martedì 15-19, sabato 9-14, domenica e festivi 10-19. Apre anche a marzo, ottobre e novembre e su prenotazione . Info e prenotazioni 0445860561 www.villagodi.com

Elena Aguzzi