L'Estremo Oriente del Cinema
Storia d’amore tra un’assassina e il suo bersaglio, il leggendario gangster Yoon Doo-hun ritiratosi a vita privata. Flop sia di critica che di pubblico, nonostante la presenza di un grande attore come Song Kang-ho, caramellato ai limiti dell’intollerabilità e denso di clichè
L’ultimo film di Zhang Yimou arruola Christian Bale come protagonista, guadagnandosi una nomination ai Golden Globe e una candidatura agli Oscar 2012. “The Flowers of war” affronta il tema del massacro di Nanchino, perpetrato dall’esercito nipponico nel 1937, con il gusto del melodramma e un pizzico di retorica
Tanto il wuxia è un genere fantastico e filosofico che si presta all’astrazione, quanto il gongfupian è realistico e pragmatico, imperniato sulla fisicità dei contendenti. Peter Chan passa dall’intimista all’epico con un piacere quasi palpabile dell’atto del filmare, concentrandosi sulla tensione tra Jinxi e Baijiu, eccentrico investigatore che si dibatte tra la rigida osservanza della legge e l’umana compassione
Jang Hoon, dopo “Rough Cut” e “Secret Reunion”, prosegue nella sua esplorazione delle dinamiche sociali di universi declinati al maschile, e lo fa seguendo le solide convenzioni del film di ambientazione bellica. “The Front Line” è stato scelto per rappresentare la Corea alle selezioni per l’Oscar 2012 per il miglior film straniero
Presentato al Torino Film Festival l’ultimo lavoro di Sono Sion, un’inquietante indagine nell’universo femminile giapponese. Tre donne, tre diversi gradi di smarrimento, tre possibili derive. Kazuko, detective con un lato oscuro e una sessualità sotterranea, si imbatte nel cadavere di una donna sconosciuta, aprendo la porta al mondo parallelo dei quartieri notturni della capitale
Secondo il folklore nipponico se il padrone di un gatto muore di morte violenta si incarna nell’animale che diviene un fantasma con propositi vendicativi. A tale tradizione si richiama il coreano Byeon Seung-wook per “The Cat”, elegante variazione sul tema resa con indubbia competenza ma senza innovazione alcuna
Sono Sion unisce il manga di Minoru Furuya alla triplice catastrofe che ha colpito il nord del Giappone nel marzo 2011, evitando qualsiasi retorica. Viscerale, urlato, mai riconciliato come tutto il suo cinema, “Himizu” conferma Sono, se mai ce ne fosse ancora bisogno, come il regista più significativo della sua generazione.
Presentato al Festival di Roma, il film si mantiene in equilibrio tra favola e storia reale, ma perdendo per strada tutto il sottotesto politico del romanzo da cui è tratto finisce per chiudere il tutto nell’asfittico ultimo respiro di un amore morente.
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