L'Estremo Oriente del Cinema
In occasione del Leone d’Oro alla Carriera, un viaggio all’interno del Cinema di John Woo, sotto il segno dell’amicizia virile. Da “Bullet in the Head”, che omaggia “Il Cacciatore”, a “The Killer”: tradimenti, complicità e una sinfonia di pallottole per i suoi eroi maledetti
Biopic in cui la volontà di recuperare orgogliosamente le proprie radici culturali coesiste con il calcolo commerciale, considerato l’appeal del personaggio sui mercati asiatici. Chow Yun-Fat , ha il carisma e la presenza fisica e regge tutto il film sulle proprie spalle affidandosi al suo stile di recitazione impagabilmente emotivo
Il detective Shun viene assassinato insieme alla moglie da una banda di trafficanti di droga. A sette giorni dal decesso il suo spirito si impossessa di Qing, la sorella tredicenne, e incomincia la sua vendetta. In “Blood Ties” si mescolano con energica disinvoltura tre filoni apparentemente inconciliabili, il revenge-movie, il noir hongkonghese e il J-horror
Mélò in parte trattenuto e in parte provocatorio, in cui il regista Lou Ye prende di petto il tabù del sesso e mostra la volontà di rimarcare la propria dissidenza ideologica. Il film è stato girato in digitale a Nanjing in condizioni di semi clandestinità, e la precarietà della situazione si sublima in potente cifra stilistica
Curiosi personaggi destinati a incrociarsi in una zuccherosa Taipei, mettendo in scena una romantica e godibile commedia degli equivoci. Tuttavia le modalità della commedia americana presa a modello, più basata sulle situazioni che sui rapporti interpersonali, sono estranee alle commedie cinesi e lo si avverte
Storia di un amore omosessuale nella Cina contemporanea. Stanley Kwan accompagna i due con amore e riveste il suo racconto con un senso di imminente tragedia, come a perenne monito contro l'illusione che ci possa mai essere un lieto fine. All'Asian Film Festival
Guo è un poliziotto di mezza età, divorziato, disilluso e dai metodi non molto ortodossi e nella consapevolezza di aver distrutto famiglie di persone innocenti naufraga il suo sogno di contrastare il male. Giocato sui toni di una grossa ambiguità morale, in Tears non esiste un vero confine tra il bene e il male e tutto quel che accade si svolge in quella terra di nessuno in cui basta un attimo per sovvertire le sorti di una buona intenzione. All’Asian Film Festival.
Con una regia volutamente goffa e disadorna il regista coreano mette in scena un suo alter ego e le sue meste vicissitudini, ovvero bere, filosofeggiare e imbastire relazioni inconsistenti. All'Asian Film Festival
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