The Thieves

11/02/2013

Titolo originale: Do dook deul
Regia: Choi Dong-hoon
Cast: Kim Yun-seok, Simon Yam, Gianna Jun, Lee Jung-jae, Kim Hye-soo, Angelica Lee, Kim Hae-sook, Oh Dal-soo, Derek Tsang, Kim Soo-hyun
Produzione: Corea
Genere: Azione
Anno: 2012
Durata: 135
Voto: 7


Dopo un furto spettacolare in una galleria d’arte di Seoul, Yenicall, Chewingum, Popeye e Zampano ricevono un’offerta dal leggendario ladro e giocatore d’azzardo Macao Park. Si tratta di portare a termine un grosso colpo in un casinò di Macao: l’obiettivo è rubare il “Tear of the Sun”, un diamante posseduto da Tiffany, amante del gangster cinese Wei Hong.
Dopo “Jeon Woo Chi: The Taoist Wizard” (2009), Choi Dong-hoon torna al suo sottogenere prediletto, l’”heist movie”, superando “The Host” nella classifica dei migliori incassi di sempre, ma perdendo lungo la strada le peculiarità specificamente coreane del suo cinema. Rispetto a “The Big Swindle” (2004) e al magnifico “Tazza: The High Rollers” (2006), “The Thieves” è modellato sui blockbuster americani alla “Ocean’s Eleven”, con una buona dose di riferimenti all’action-comedy hongkonghese per attrarre le platee asiatiche. Per intendersi, dialoghi e personaggi dei film precedenti erano assai più legati alla cultura e alla società coreana, mentre qui  si preferisce optare per un generico transculturalismo, come evidenziato anche dalle scelte di casting. La decisione genera un prodotto sterilizzato dal sapore internazionalista, che ha smarrito qualsiasi senso di appartenenza ma che  riacquista interesse nell’ultima parte, quando la vicenda si sposta di nuovo in Corea, a Busan.
“The Thieves” s’inserisce appieno nel genere di riferimento, e quindi il colpo, che sembrava organizzato in maniera impeccabile, è funestato da innumerevoli complicazioni, vendette e tradimenti incrociati, in un vertiginoso susseguirsi di twist narrativi, motivati da retroscena che si chiariranno una volta abbandonate le ambientazioni “glamour” di Hong Kong e Macao. Una sceneggiatura (di Choi e Lee Ki-cheol) miracolosamente bilanciata e il montaggio chirurgico di Shin Min-kyung evitano qualsiasi frammentazione narrativa, malgrado l’elevato numero dei comprimari in gioco. Popeye e Pepsi intendono vendicarsi di Macao Park a causa di una rapina avvenuta anni prima, e progettano di impadronirsi del diamante, così come la bella Yenicall, la quale ha scoperto i loro piani.  Il gangster Chen, il quale aveva già avuto a che fare con Wei Hong, preferirebbe invece lasciar perdere il diamante e mirare ai soldi del casinò. Ma anche Macao Park ha un’agenda personale da seguire e il “Tear of the Sun”, forse, non è che un pretesto per raggiungere un diverso obiettivo. Nella complicata partita s’inseriscono anche la polizia di Hong Kong, interessata ad arrestare Wei Hong, e Julie, una poliziotta sotto copertura che si unisce alla banda di Chen. Come se ciò non fosse sufficiente, i rapporti tra i personaggi sono resi ancora più instabili dai legami sentimentali che li uniscono. Pepsi e Macao Park, Popeye e Pepsi, Yenicall e Zampano, si destreggiano tra relazioni presenti e passate, che rischiano in ogni momento di scardinare fedeltà e alleanze, anche se la storia d’amore più riuscita, realmente commovente nella sua brevità, è quella tra Chen e Chewingum, destinata a terminare nella violenza.
Innumerevoli gli ammiccamenti al cinema di Hong Kong, soprattutto al tono scanzonato di alcuni vecchi film di John Woo, anche se le mirabolanti sequenze dell’inseguimento lungo le facciate di un palazzo devono qualcosa al “Chocolate” (2008) di Prachya Pinkaew. “The Thieves” è una macchina perfettamente oliata che Choi fa funzionare a pieno regime, 135 minuti di adrenalina pura ravvivati da dialoghi pungenti, molta ironia e un cast di prima grandezza. Gianna Jun, dopo 5 anni di assenza dal cinema coreano, trova con il personaggio di Yenicall il suo primo ruolo riuscito dai tempi di “My Sassy Girl” (2001), Kim Yun-seok (The Chaser, The Yellow Sea) è un carismatico e alquanto ammaccato Macao Park, mentre Simon Yam, ladro gentiluomo, porta a Chen tutto il suo charme naturale e la sua umanità. Parimenti all’altezza Kim Hae-sook, premiata ai Daejong Film Awards come Miglior Attrice Non Protagonista, nel ruolo di Chewingum, Lee Jung-jae (The Housemaid) nel ruolo di Popeye, Kim Hye-soo (Pepsi), nonchè il sempre efficace caratterista Oh Dal-soo (Andrew). E in questo universo finzionale popolato da truffatori e giocatori d’azzardo, tra mafiosi cinesi, poliziotti doppiogiochisti, incursioni  della SWAT ed evoluzioni che sfidano la legge di gravità, troviamo anche il tempo per ricordarci che il furto non è certo il peggiore dei peccati. Anche Cristo, in fondo, fu crocefisso tra due ladroni.

Nicola Picchi