Speciale Lynch
Lynch parla per metafore, visioni, incubi, la sua dialettica è puramente emotiva e irrazionalmente, “psicoticamente” onirica, quindi lasciatevi trasportare dalla narrazione, anzi, cercate di non pensare ad alcuna narrazione che abbia precise regole, e arriverete ad un punto in cui tutto vi parrà chiaro.
Viaggio attraverso i film di David Lynch, da Eraserhead a Inland Empire. Inizia così il nostro “Speciale Lynch” dedicato ad una delle figure più interessanti ed enigmatiche del Cinema contemporaneo
“Con un simile fuoco non si può camminare a lungo.” Ed è proprio questo il fulcro della vicenda. I sette ultimi giorni di Laura Palmer sono la storia di una dannazione.
Il serial del 1990 si affermò come capolavoro televisivo e aprì la strada alla saga dei telefilm del soprannaturale. Una fusione di generi che vanno dalla commedia al thriller, dall’horror al sentimentale, dal drammatico al fantascientifico
E’ del 1986 uno fra i più malinconici film del grande maestro di ogni mistero, interprete visionario del “lato oscuro della luna” e sottile quanto folle indagatore del reale. E’ una cittadina americana il teatro della vicenda, una delle tante modeste dimensioni urbane che, secondo l’immaginario statunitense, celano sempre il male più autentico
Lynch, tra i registi contemporanei più visionari, nasce come pittore. Il passaggio dal quadro al cinema avviene per rappresentare ciò che sfugge alla fissità del quadro. Analisi di un percorso artistico parallelo
Lynch vuole utilizzare lo sguardo come strumento per esplorare la realtà. Trasforma il familiare in non familiare o comunque li alterna, così come alterna il noto con l’ignoto. Per questo ai film di Lynch viene spesso associata la parola “mistero”
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