Corpi e soggetti; meccanismi e organismi

14/10/2009

Esperienze del corpo e del soggetto attraversano il cinema di Lynch, costituendo una delle sue maggiori ossessioni; corpi e soggetti si intersecano e si trasformano, rimanendo sempre in rapporto tra loro.
Il corpo è composto da tante parti che non per forza sono in perfetta armonia fra loro, infatti spesso in Lynch, il corpo appare frammentato e il frammento tende a diventare altro o addirittura a prendere il posto del corpo intero. Questo perché Lynch nega la possibilità che un corpo rimanga stabile nel tempo e nello spazio.
In Alphabet, uno dei suoi cortometraggi, assistiamo ad una successione di immagini, suoni, figure animate e corpi umani: la figura si crea e si modifica in continuazione e accanto ad essa si generano le lettere dell’alfabeto, creati quasi come esseri viventi, che diventano corpi. Al contrario il corpo di una giovane donna diviene segno, come a significare il conflitto tra linguaggio e corpo.
Il cinema di Lynch è costituito anche da frequenti fuori campo fatti di rumori metallici, suoni, disturbi elettrostatici che entrano nell’immagine, ad esempio le lampadine con luci intermittenti di Eraserhead e Fuoco cammina con me. E’ da considerare anche la presenza del suono come elemento espressivo: dal suono nasce un’immagine che è tale proprio grazie a quel suono. Il suono di un film è composto dalla musica, che produce le sensazioni che visualizzano il film (nel caso di Lynch, i suoi film da Velluto blu in poi sono musicati da Angelo Badalamenti) e ricopre il ruolo di meccanismo che dà origine ai movimenti.
Lynch vuole andare oltre le impostazioni dei codici cinematografici, ma vuole utilizzare lo sguardo come strumento per esplorare la realtà. Trasforma il familiare in non familiare o comunque li alterna, così come alterna il noto con l’ignoto, ciò che conosciamo ed è quindi noto, nasconde dietro qualcosa che lo rende sconosciuto, ignoto e quindi non familiare.
E’ per questo che spesso viene associata ai film di Lynch la parola “mistero”, un mistero che non chiude l’opera, un mistero che però non è sinonimo di confusione.
Lynch sposta immagini e suoni senza farli uscire dallo spazio del film, poiché non sono collocabili in nessun altro spazio. Egli mette insieme tutti i sensi cosicché lo spettatore possa entrare nel film dove spazi, corpi e meccanismi si instaurano tra il sogno e la realtà, tra l’artificiale e il vivente, tra l’organico e l’inorganico.

Silvia Preziosi