Prima
di “Brokeback Mountain”
non si erano mai visti dei mandriani baciarsi
e avere rapporti sessuali, né tanto meno
una storia d’amore omosessuale era stata
al centro di un film di genere, seppur vagamente,
western (almeno limitando il discorso ai film
hollywoodiani). Tuttavia in diversi casi si sono
avuti personaggi, o vicende, per così dire
“ambigue”.
Sicuramente il film del ’49 di Sam Fuller
“Ho ucciso Jesse il bandito”
può essere considerato il primo western
esplicitamente gay: racconta infatti come Bob
Ford abbia ucciso Jesse James perché innamorato
di lui, e da lui respinto. Niente baci e tenerezze
come in “Brokeback Mountain”, ma la
tematica non è nascosta dietro il paravento
dell’amicizia virile.
Anche il personaggio – realmente esistito,
come quello di James – di Billy The Kid
è più volte al centro di “pettegolezzi”.
Soprattutto nel film di Howard Hughes del 43 “Il
mio corpo ti scalderà” (The
Outlaw), lo vediamo al vertice di un triangolo
amoroso niente meno che con Doc Holliday e Pat
Garrett – anzi, un pentagono, contando la
meticcia Rio e il cavallo Red. Hughes era evidentemente
più attratto da Rio (l’attrice Jane
Russell) e dal cavallo che non dalla storia tra
uomini, ma il potenziale omoerotico della pellicola
è quasi esplosivo. E lo stesso Billy, con
le fattezze di Paul Newman, tornerà a regalare
brividi omosessuali nel film di Arthur Penn “Furia
selvaggia” (The left-handed gun),
del 58: tratto da un teledramma dello scrittore
gay Gore Vidal, Billy viene presentato come un
concentrato di nevrosi, spinto a delinquere per
vendicare la morte di un uomo che gli ha fatto
da padre, legato strettamente ai ragazzi della
sua banda come allo sceriffo Garrett, e infine
ucciso grazie al tradimento di un (viscido) giornalista
di lui innamorato e da lui deluso.
Un altro personaggio chiaramente gay è
quello interpretato da John Ireland in “Il
fiume rosso” di Howard Hawks, del
48, dove figura chiaramente attratto dal tenerissimo
Montgomery Clift, per altro impegnato in un rapporto
quasi edipico col patrigno John Wayne.
Quello del rapporto padre-figlio, come quello
dell’amicizia virile, è un tema costante
della cinematografia western, e spesso assume
connotati ambigui, come in “Il segno
della legge” di Anthony Mann, con
Anthony Perkins e Henry Fonda (un insospettabile
che però intratteneva un rapporto piuttosto
ambiguo anche con Anthony Quinn in “Ultima
notte a Warlock”) o in “Mezzogiorno
di fuoco”, con lo scontro tra Gary
Cooper e Lloyd Bridges, con tanto di lotta corpo
a corpo .
Lo stesso Cooper, nei panni di Wild Bill Hickock,
era stato coinvolto da De Mille (regista omosessuale)
in un triangolo amoroso con Calamity Jane (rifiutata)
e Buffalo Bill (prediletto) nel film del 36 “La
conquista del west” (The Plainsman),
mentre Jean Arthur (Calamity Jane) si innamora
di Alan Ladd in “Il cavaliere della
valle solitaria” (Shane), dove
Ladd è oggetto di morbosa ammirazione anche
da parte del di lei figlio dodicenne, interpretato
da Brandon de Wilde. Non è un caso che,
dopo questo film, Ladd diviene una sorta di icona
gay.
In tempi più recenti, ha fatto scalpore
la relazione velatamente omosex tra Newman e Redford
in “Butch Cassidy”,
del 69: in realtà Cassidy e Sundance Kid
pare non avessero nessun legame fuori dal lecito,
ma la particolare intesa tra i due protagonisti,
e il fatto che condividessero con serena complicità
la stessa donna (Katharine Ross, nel ruolo di
Etta, la compagna di Kid) ha fatto vedere la pellicola
sotto una certa ottica; così come non può
sfuggire che Gian Maria Volontè in “Per
qualche dollaro in più”
di Sergio Leone è chiaramente disegnato
come gay, legato a Mario Brega e attratto da Clint
Eastwood al punto di autolesionisticamente associarlo
alla propria banda.
Tra l’altro, nel cinema western, dove c’è
poco spazio per le donne, c’è spazio
però per un personaggio lesbico, quello
di Mercedes McCambridge in “Johnny
Guitar”, che odia a morte Joan
Crawford perché da lei evidentemente attratta.
Una curiosità, infine: Randolph
Scott, uno dei volti “di culto”
del cinema western, è stato uno dei primi
attori dichiaratamente gay, in un’epoca
dove l’omosessualità era considerata
un tabù e un handicap.
E potemmo andare ancora avanti nel trovare tracce
di omosessualità in un genere tutto virile
(così come potremmo farlo per il genere
bellico).
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