In
occasione delle celebrazioni del 60esimo anniversario
dello Statuto speciale della Valle d'Aosta e del
62esimo dell'Autonomia della medesima regione,
domenica 24 febbraio presso il cine-teatro Giacosa
di Aosta c’è stata l’anteprima
del bel documentario diretto da PierGiorgio Gay
(nella foto), prodotto dalla società romana
specializzata in documentari, Felix film
ed interpretato con passione ed un’intensa
partecipazione emotiva dall’attore valdostano,
Pierre Lucat.
Pierre Lucat è un giovane e talentuoso
attore, recentemente ha interpretato il personaggio
del ciclista francese Louis Bobet nella fiction
sulla vita dell’indimenticabile Gino Bartali,
interpretato da PierFrancesco Favino, con la regia
di Alberto Negrin.
Pierre Lucat possiede tutte le carte in regola
per diventare un volto importante per il cinema
italiano, ma non solo; ha un volto intenso ed
interessante come un novello Lino Ventura o Renato
Salvatori. Ho citato i nomi di questi due grandi
attori non a caso poiché ambedue sono dovuti
andare in Francia per essere veramente apprezzati
e valutati; anche Lucat è un attore italiano
che è andato in Francia per fare la sua
gavetta teatrale, ma spera anche di tornare nel
nostro Paese in forza al nostro cinema attualmente
un po’ asfittico e col fiato corto cortissimo
come del resto quasi tutti i settori dell’Italia
di oggi.
Ma torniamo a Les montagnards sont là
di Piergiorgio Gay, è un documentario che
concentra in un’ora, con ritmi e toni giusti,
sessant’anni di vita socio-politica della
Val D’aosta. È un’ora intesa,
ricca di informazioni; un’ora per un documentrio
è tanto, ma non annoia mai, come ahimè
spesso capita nei film non di finzione, e il merito
è senz’altro anche dell’ottima
fotografia di Marco Sgorbati; splendido l’inizio
con una panoramica aerea di tutta la vallata,
supportata da una musica appropriata, di Davide
Ambrosecchia. Pierre Lucat, guida e voce narrante,
ci accompagna in questo rapido viaggio nella storia
della Valle.
Il documentario è arricchito, con giusta
misura, da immagini di repertorio sulla vita e
la storia valdostana.
E’ un documento importante che meriterebbe
una circolazione capillare anche nelle sale cinematografiche
e non solo della Valle d’Aosta, ma in questo
caso sarebbero necessari i sottotitoli per le
parti in francese.…Interessante ed istruttivo
e ciò non guasta mai.
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