Iron
Man è stato presentato ai giornalisti italiani
a Roma dal regista Jon Favreau, e dagli attori
Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow e Terrence
Howard. Il film uscirà il 1 maggio nelle
sale italiane.
Iron Man, fumetto
creato da Stan Lee nel 1963, ha come protagonista
un ingegnere miliardario, Tony Stark, produttore
d’armi per l’esercito americano. L’esercito
americano è per altro tra gli sponsor di
questa costosa pellicola, non a caso Robert Downey
accenna al fatto che ci sono state delle restrizioni
ed ingerenze da parte di chi ha pagato non per
amore del cinema ma probabilmente, detta in maniera
brutale, per poter porre un veto quando gli argomenti
erano trattati in un modo non gradito.
Ma ecco le parole degli attori e del regista.
Iron Man è
un film su un supereroe, ma anche una commedia,
che però affronta questioni delicate come
il traffico di armi e la guerra. Come è
stato fare un film divertente ma con tematiche
serie?
Jon
Favreau: Abbiamo indirizzato il film su questi
binari attraverso la recitazione degli attori,
che partendo tutti dalla stessa sceneggiatura
di base hanno poi definito strada facendo tante
piccole situazioni che riguardavano i loro personaggi,
improvvisando, in piena libertà. Volevamo
distinguere Iron Man da tutti gli altri film sui
supereroi già realizzati. E' un film ironico
e scherzoso, d'altronde io vengo dal cinema indipendente,
un mondo in cui lo humour è fondamentale
per raccontare tutto, anche storie dai risvolti
drammatici.
Il nostro obiettivo è stato quello di regalare
due ore di divertimento al pubblico, invitandolo
anche alla riflessione. Questo è un merito
degli attori che hanno lavorato come una compagnia
teatrale ed hanno contribuito alla riuscita e
al successo del film.
La riflessione
politica non è poi tanto sottintesa visto
che il nostro supereroe si è arricchito
producendo e vendendo armi alle spalle della povera
gente che muore in guerra…
Jon
Favreau: Non sono un regista che fa del suo schieramento
politico una missione e uno spunto su cui costruire
i suoi film. Il film non vuole predicare nulla.
Io non ho un punto di vista politico immutabile,
è una cosa che cambia ogni volta che leggo
il giornale. Il personaggio di Tony lascia al
pubblico un messaggio importante perché
capisce le gravi conseguenze di ciò che
ha fatto fino ad allora e quindi impara, cambia,
matura. Iron Man è più che altro
un ritratto obiettivo ed oggettivo sulla realtà
americana, un film onesto che riflette le mutazioni
subite dal mondo dopo l'11 settembre.
Il film è un'ottima trasposizione del fumetto
Marvel, non proprio tra i più famosi del
mondo. Come avete fatto a creare intorno ad Iron
Man così tanto clamore?
Jon
Favreau: E' stata una grande sfida trasporre un
fumetto così poco noto. La Marvel ci ha
aiutato nella difficile impresa di educare il
pubblico, ma un ruolo fondamentale l'ha giocato
il web. Il cast di primissimo piano ci ha aiutato
a stuzzicare la curiosità di milioni di
spettatori e a far crescere le aspettative. Pensate
a quanta meno gente avrebbe visto i Pirati dei
Caraibi se non ci fosse stato Johnny Depp…
Parlando di
supereroi, si dice che dietro un grande uomo ci
sia una grande donna. E’ chiaro che il successo
di Tony Stark/Iron Man si deve soprattutto alla
grande donna che sta al suo fianco. Che ne pensa
Pepper Potts?
Gwyneth
Paltrow: Se non ci fosse Pepper a sostenerlo per
lui sarebbe stato impossibile riuscire in tutte
le sue imprese eroiche! Lei è insieme la
sua coscienza e il punto di riferimento fondamentale
della sua vita; è fedele, leale e sincera,
si mette in gioco in tutto e per tutto, ma soprattutto
è non lo giudica. Una qualità importantissima
in una relazione.
Pepper Potts
nel film sceglie di nascondere i suoi veri sentimenti
per Tony Stark. Nella vita le è mai capitato
di dover nascondere il suo vero stato d'animo?
Gwyneth
Paltrow: Sappiamo cosa si chiede oggi alle celebrità
e come vengono considerate: un attore ha spesso
bisogno di mantenere la sfera privata lontana
dai riflettori. Come attrice però il mio
compito è quello di mostrare più
possibile la verità al mondo. Dopo la nascita
del mio secondo figlio ho attraversato un periodo
di depressione, e non l'ho mai nascosto. Pensavo
di essere la sola e invece ho scoperto che molte
donne hanno dovuto affrontare lo stesso mio problema.
Fortunatamente ne sono uscita e ho trovato la
forza di tornare ad essere la donna che ero prima.
Parlarne mi ha molto aiutato, e può aiutare
chiunque si trovi in questa situazione.
Signora Paltrow,
prima di tutto complimenti perché oltre
ad essere brava è sempre più bella.
Lei vive a Londra e quindi è più
vicina all’Italia, conosce il nostro cinema
e le piacerebbe lavorarci? In base a cosa, oggi,
sceglie le sceneggiature?
Gwyneth
Paltrow: Tutti noi amiamo il cinema italiano.
E’ bello girare per l’Europa e scoprire
che ogni paese ha un suo cinema peculiare. Ciò
rappresenta una grande ricchezza culturale. Io
ho girato un film in Italia circa otto anni fa,
a Roma e ad Ischia. E’ stato un momento
particolare della mia vita e sarebbe bello avere
l’opportunità di fare un film in
questo paese, sia italiano che straniero. In quanto
alle sceneggiature, ora ho due bambini piccoli,
che hanno fatto passare tutto il resto in secondo
piano, ma non per questo ho scelto di rinunciare
alla mia carriera. Posso fare al massimo un film
all'anno e per questo cerco di scegliere sempre
qualcosa di particolarmente interessante e stimolante
che mi faccia crescere come attrice e come donna
e mi renda una persona migliore.
Cos'ha convinto
Robert Downey Jr. a partecipare al progetto di
Iron Man?
Robert
Downey Jr.: Quando mi è stato proposto
di interpretare Iron Man sono andato subito nella
sede della Marvel, ero circondato da poster, da
fumetti, da disegni e mi sentivo molto a mio agio.
Ho iniziato a leggere le storie di Iron Man e
ogni giorno mi sentivo più coinvolto. Poi
ho superato il test preliminare e dopo qualche
mese abbiamo iniziato le riprese. Posso dire che
tutti noi abbiamo fatto del nostro meglio, abbiamo
messo tutto quel che avevamo in questo film,
ci siamo appassionati ai personaggi per poterli
interpretare al meglio, per emozionare e divertire
il pubblico. Iron Man è un film divertente.
Tu che ne pensi Terrence?
Terrence
Howard: Sì certo. In più riesce
a conciliare l’amore con l’azione
e quindi è apprezzato dal pubblico.
Quanto si sente
di aver contribuito alla sceneggiatura del film?
Robert
Downey Jr.: Oh, grazie, sono contento che abbia
notato tutto ciò. Quanto alla sceneggiatura
ogni mattina sul set buttavo il copione in un
angolo e dicevo a Jon: “oggi lo riscriviamo”.
Poi arrivava Gwyneth: “No! Avete ricominciato!”…
A parte gli scherzi: penso di aver dato molto
al mio personaggio e ringrazio Jon per avermi
dato tanto spazio. Ovviamente non ho potuto dire
realmente cosa penso di certi argomenti, ma il
compromesso è stato accettabile, visto
che si trattava di un film importante e destinato
all'intrattenimento puro e semplice. L'Esercito
USA non avrebbe mai permesso che si parlasse in
termini negativi di cose così delicate.
Non è un film indipendente, è un
film costoso e come tale ci si aspetta soprattutto
un riscontro economico.
Oggi esistono
molti film di eroi. Nel film impariamo che eroi
non si nasce, ma si diventa.
Jon
Favreau: Tony Stark non ha superpoteri, ma matura,
si reinventa e decide di diventare un eroe. Assistiamo
ad un vera e propria rinascita spirituale.
Quanto è
importante la spiritualità per un attore?
Gwyneth
Paltrow: Credo che noi attori siamo uno strumento,
un veicolo che trasmette idee ed emozioni agli
altri. Senza spiritualità il nostro lavoro
non avrebbe senso.
Terrence
Howard: La spiritualità è qualcosa
di straordinario, che viene percepito dal pubblico.
E’ una peculiarità dell’attore
che gli consente di interpretare al meglio il
proprio ruolo.
Robert
Downey Jr.: Vi sembrerà strano sentir parlare
di questa esperienza in certi termini ma penso
che sul set di Iron Man ci sia stata una grande
spiritualità. Un intenso spirito di gruppo
e una grande aggregazione. Nell'aria si avvertiva
quasi un'atmosfera monastica. Addirittura parlavamo
sottovoce per instaurare un contatto emotivo fra
noi. Non sembrava di essere sul set di un film
hollywoodiano, c'era una grande energia. Per questo
forse il film è venuto così bene.
Eravamo piuttosto nervosi prima di venire in Italia,
temevamo le critiche. Ieri abbiamo visto che il
film riscuote interesse e successo e questo ci
conforta.
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