Lo schiaccianoci e i quattro regni

03/11/2018

di Lasse Hallström e Joe Johnston
con: Keira Knightley, Mackenzie Foy, Helen Mirren , Morgan Freeman

La vigilia di Natale la giovanissima e inventiva Clara riceve dal padre il regalo (postumo) di sua madre: un misterioso uovo decorato, i cui segreti sono protetti da una sofisticata chiave. Solo durante la festa da ballo in casa del Padrino Drosselmeyer, a sua volta geniale inventore e grande amico e protettore della madre di Clara, la ragazza potrà trovare la piccola, preziosa chiave, che aprirà per lei non soltanto il piccolo, prezioso uovo ereditato dalla madre, ma la porta ad un grande mondo fatato che ha bisogno di lei per ritrovare la pace.

Nonostante il budget generoso (quasi centotrenta milioni di dollari), ben riconoscibile nell’abbondanza di mezzi visivi, di scenografie e di effetti speciali, questa produzione Mark Gordon – Disney non è all’altezza delle aspettative, fondamentalmente per carenze della regia, condivisa (per ragioni organizzative) tra Hallstrom ( “Le regole della casa del sidro” e “Chocolat”)  e Johnston (“Jumanji” e “Capitan America”).
Saccheggiando il racconto originale di Ernst T.A. Hoffmann (“Schiaccianoci e il re dei topi”), per altro ben più ricco di spunti e di colpi di scena, autentica favola nera per bambini, e che già aveva ispirato l balletto “Lo Schiaccianoci” (su musiche di Čajkovskij), il film si affida troppo agli effetti scenici, alla ricchezza dei costumi (veramente notevoli) ed al calibro di interpreti di spessore, anche se costretti in ruoli minori, come Morgan Freeman / Padrino Drosselmeyer (tra l’altro premio Oscar per “Million dollar baby”, ma relegato in una breve scena iniziale)  e Helen Mirren (Oscar in “The Queen – La regina”, qui una frustrante Madre Cicogna)  e non decolla, rimanendo meccanico e prevedibile, se non nell’intreccio, che tutto sommato ha una sua originalità, senz’altro nelle connotazioni superficiali dei personaggi e nei dialoghi stereotipati.
“Lo schiacciano e i quattro regni” in più saccheggia bravamente (ma inutilmente) un immaginario per l’infanzia già molto sfruttato, rimandando visivamente e narrativamente a “Le cronache di Narnia” o “La bussola d’oro”, senza riuscire ad aggiungere a questi predecessori nulla, se non l’imponenza di scenografie ed effetti visuali (Johnston curò gli effetti speciali de “I predatori dell’Arca perduta”).
Alcune cose, tuttavia, vanno salvate, perché realmente efficaci: senz’altro la scena, davvero inquietante, del secondo incontro di Clara con la Madre Cicogna (un Helen Mirren decisamente sprecata) e – soprattutto – con i temibili clown-Matrioska.
Anche il balletto di benvenuto, offerto a Clara dai Regnanti dei Tre Regni buoni merita una citazione, per la coreografia molto azzeccata come per le scene. Pure il primo incontro di Clara con il Re dei Topi nella foresta pietrificata, o l’avanzata dei soldati di Clara all’attacco della Madre Cicogna, o l’avanzata dei soldati di latta riescono a suggestionare.
Di spunti insomma ce ne sono molti, ma decisamente slegati: nell’azione come nei dialoghi, finendo il tutto per risultare piuttosto stereotipato, già visto, un po’ insipido perfino per un “prodotto” evidentemente rivolto ad un pubblico solamente “baby” (max 6-8 anni, direi), certamente non rivolto ad adolescenti tormentosi o adulti ironici: qui tormento e ironia scarseggiano, Clara è solo una turista per caso nei Quattro Regni, e questo è certamente un film senz’altro senza humour.
Dunque un film da non accapigliarsi per vederlo, contentandosi di quel che è: colorato, rutilante, fiacco.

Voto: 6,5

Davide Benedetto