Moschettieri del Re La Penultima Missione

27/12/2018

di Giovanni Veronesi
con: Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Giulia Bevilacqua, Lele Vannoli, Valeria Solarino, Luis Molteni

Sono state usate parole grosse, è perfino stata citata L’Armata Brancaleone. Ridimensionando un po’ le cose, perché certi film sono unici e non si possono azzardare paragoni, per Moschettieri del Re, che arriva in sala nel periodo delle Festività a portare un’ondata di sano divertimento, l’accostamento può venire in mente perché i quattro eroi riuniti dalla Regina per una (pen)ultima missione formano un gruppo acciaccato e sgangherato e molto giocano con il linguaggio e le battute. A interpretarli sono i moschettieri della commedia italiana di oggi, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Sergio Rubini e Rocco Papaleo e almeno tre quarti della comicità e della riuscita del film sono dovuti alla loro presenza, al loro affiatamento, alla verve e a quel clima da scampagnata tra vecchi amici che sanno creare. Il D’Artagnan di Favino in particolare è irresistibile e molto l’attore ci mette del suo, con una parlata che mescola accenti diversi e vocaboli fuori posto.
Di versioni cinematografiche dei Moschettieri ne sono state fatte tante da girar la testa e perderne il conto. Ci sono poi le varie reinterpretazioni comiche e saltano in mente per prime, andando indietro di vari decenni, quella musicale del Quartetto Cetra e quella radiofonica di Nizza e Morbelli, legata alla raccolta di figurine, di cui uscì all’epoca anche un libro. Da un po’, tuttavia, i Moschettieri stavano in silenzio e andavano “rispolverati” proprio come la Regina, nel film di Veronesi, va a riunirli e a rimandarli in azione. Ci troviamo dunque davanti un film di cappa e spada che riporta il gusto dell’avventura, il sapore delle letture e delle pellicole che il regista da ragazzo aveva amato (come si vede nel finale “amarcord” dove tutto è filtrato e mescolato dagli occhi meravigliati del bambino), ma tramandato attraverso la lente dell’ironia.
Anziché riprendere la nota trama della collana, Veronesi inventa una nuova avventura in cui spedire i suoi invecchiati moschettieri dirottati dal viale del tramonto. Va a riprenderli dal porcile o dal fumo di strane droghe e li rimette in groppa ai loro cavalli. Sposta il tutto in là negli anni, sostituisce Richelieu con Mazarino e mette insieme un cast divertente e scanzonato: accanto ai quattro protagonisti Margherita Buy è la Regina, Alessandro Haber il Cardinale, Matilde Gioli l’ancella, Lele Vannoli il Servo Muto. Ne esce un film colorato e scombinato che non farà storia ma assicura due ore piacevoli.

Voto: 6,5

Gabriella Aguzzi