Soldado

23/10/2018

di Stefano Sollima
con: Benicio del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey Donovan

"Sei pronto a diventare un uomo?"
 
Una regola non scritta quanto mai abbastanza trascritta, vorrebbe che ogni opera, ogni film, si valutasse a se stante. In questo caso si parlerà del film in questione, e non come in altre occasioni si parla di questo Soldado, trattando in realtà del precedente film Sicario.
 
La vicenda in sè risuona sommessa di tono quanto gridata nelle scene, in un canovaccio collaudato, quanto un filo arrugginito; ci sono degli attentati negli USA, una delle piste investigative conduce in direzione di scontri, e incontri, di varia entità.
 
In se' la narrazione è stinta in una fotografia desaturata e slavata, a far da corollario alla stanchezza, se non all'assenza, dell'umanità ripresa in camera che a sua volta mai brilla di alcunchè se non di freddo e del risuonare insistito di accentuazioni sonore fin troppo invadenti nel contesto, nonostante sia chiara l'intenzione di usarle come chiavi ed elementi di sovra-enfasi durante la vicenda. Vicenda che pur nel freddo specie del filo della lama sul quale corre la storia, ha e mantiene tempi eccellenti lungo le circa due ore di proiezione in sala.
 
Forse la chiave più corretta nel considerare questo film è appunto quella del 'brillare'; come accennato in precedenza, non ci sono 'guizzi', non si va oltre alla linearità di una freddezza complessiva, come se le ombre insistite in questo desolato clima desaturato quant'anche stanco, fossero riportate in qualche modo da lontano, e fossero conseguenza degli eventi (e soprattutto della rappresentazione cinematografica) del precedente film di Denis Villeneuve, Sicario.
 
Si sa mai che la singolarmente costruita esigenza extra diegetica (Nb; estranea al contesto narrativo stretto) e serializzatrice, venutasi a creare per via della evidente quanto conseguente necessità di un secondo film della vicenda che vede agire circa gli stessi personaggi, non porti solo all'affettata e artificiosa ricerca americana del terzo atto come film in sè, ma come conseguenza concreta quella di un futuro (se ci sarà) in crescendo.

Voto: 7

Antonio Mannoni

Finalmente un bel thriller che al contempo possiede azione e dramma. La suspence non lascia lo spettatore della prima scena all’ultima, e questo è un grandissimo pregio per chi ama questo genere cinematografico. Gli attori sono tutti bravissimi, con un Benicio Del Toro superbo, e la narrazione è fluida e molto convincente. La fotografia e le musiche fanno il resto, e rendono il film un ottimo action movie.
Il traffico d’esseri umani è la cornice del film. I cartelli della droga messicani fanno più affari con i migranti clandestini che con la cocaina. Rischi minori e molto più guadagno. Come avviene d’altra parte nel Mediterraneo. I flussi incontrollati di clandestini sono anche il viatico di terroristi islamici che attentato alla sicurezza della popolazione degli Stati Uniti, ed è a quel punto che il Governo americano è costretto ad intervenire con tempestività e violenza. Una strage terroristica in un supermercato del Texas dà il via ad un’azione di rappresaglia e di morti che vede a capo l'agente Matt Graver (Josh Brolin) che ha il compito di fare giustizia e ristabilire l’ordine. Alejandro (Benicio Del Toro) è l’uomo di Graver che sa come muoversi e come agire in terra messicana, senza regole e senza legge. I risvolti umani saranno imprevedibili e la narrazione assume contorni crudi e umani al contempo. Ed è a quel punto che inizia un’altra storia, fatta di sentimenti più che di vendetta, di umanità più che di crudeltà, di sano cinismo più che di opportunità. Il finale lascia aperta la porta della prossima puntata del sequel che non tarderà ad arrivare nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

Il primo film di quella che è divenuta una serie, uscì nel 2015, dove “Sicario” doveva affrontare la violenza dei cartelli della droga tra il Messico e gli Stai Uniti. Adesso, dopo tre anni, nel 2018, “Soldado” di Stefano Sollima si intreccia nella frontiera messicana tra storie di migranti clandestini, terroristi islamici, cinica politica estera americana, vendette e tradimenti.
Il film è da vedere, intenso, corretto, che non lascia nulla al caso, e soprattutto ci fa capire cosa accade veramente dietro le quinte del potere di questo mondo fatto di affari clandestini e politica selvaggia, che più che al bene comune, punta agli affari, al potere coperto da una maschera di terribile ipocrisia e immoralità.

Voto: 7,5

Andrea Giostra