
Un giorno Giuseppe Cozzolino scrive un racconto che è un po’ una caricatura dei primi 007 e dei primi super eroi, “Argos 7, il supereroe di Cinecittà”, rigorosamente ambientato negli anni ’60. Fin qui nulla di male, ma ecco sorgere in lui l’idea bislacca di creare un contro universo rispetto a quello della Marvel, che sia kitch, cinefilo e vintage, popolato da spie, supereroi nostrani, mostri. Ed ecco profilarsi nomi e personaggi quali Maciste, il colosso eterno; Kosmik, il superuomo sovietico; Lunarossa, l’ammazzavampiri del Vesuvio; Ursus, il pugno al servizio di Dio; il diabolico fratello Legione; don Ciccillo, mago di Napoli; Lavinia, la sensitiva dalle sette vite; Sherazade, cacciatrice di demoni; Lucyphera, il fantasma della dolce vita e via discorrendo.
23 racconti , anzi 24 con quello introduttivo, per altrettanti personaggi ( e altri sono in arrivo, con nomi inquietanti come Gunkhala, la pantera dei night club o Il Texano, bounty killer di superuomini) e altrettanti autori. Sì, perché se tutti i personaggi nascono dalla fervida fantasia cinefila di Cozzolino, l’idea del volume è di far esprimere i caratteri attraverso la penna di autori differenti (tra i quali il nostro collaboratore Riccardo Rosati, che ci presenta un frate, agente segreto per il Vaticano, che ha una forza sovrumana e le sembianze di Bud Spencer). È un po’ come una serie tv, dove l’impronta, il concept, è unico , ma la regia dei vari episodi è affidata ad autori diversi, ognuno dei quali lascia la propria impronta distintiva. Ciò rende la lettura varia e divertente, come lo sono i personaggi (che trovano anche eccellenti illustratori all’inizio di ogni racconto che li riguarda) e le storie stravaganti: e se questi racconti funzioneranno, i personaggi potranno tornare alle proprie origini, quelle delle storie a fumetti. Perché se i rimandi cinematografici – dalla Hammer a Corman, dai peplum al pop , dall’ Italia al Giappone – sono evidenti, lo è altrettanto l’amore per i personaggi di Stan Lee