Da Botticelli a Mucha: un percorso nella Bellezza
11/07/2025
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La Mostra “Da Botticelli a Mucha. Bellezza, Natura, Seduzione” accompagna i visitatori, attraverso le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino, in un viaggio nella Bellezza presentando oltre 100 opere che nei Secoli la rispecchiano e la interpretano. La maggior parte proviene appunto dall'immenso patrimonio dei Musei Reali di Torino a cui si accompagnano opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane. Nelle sue diverse sezioni tematiche, la Mostra, confrontando dipinti, sculture e oggetti d'arte, unisce epoche e stili diversi ma tutti legati da un filo comune di di eleganza e armonia che trascende il tempo e lo spazio. La Bellezza è un concetto tanto sfuggente quanto affascinante e si presenta attraverso molteplici sfaccettature che si intrecciano con il Mito, l'antico, la meraviglia della natura e la complessità dell'universo femminile, dalle figure mitologiche e allegoriche alle emblematiche protagoniste storiche.
La prima Sala è dedicata alla bellezza per eccellenza, la Dea Venere. Tra i dipinti che la raffigurano campeggia la Venere di Botticelli, aggraziata e sensuale nella sua pudica nudità: il dipinto, conservato alla Galleria Sabauda, preannuncia già i tratti della celeberrima Nascita di Venere della Galleria degli Uffizi, tanto da esserne considerata un disegno preparatorio. Il percorso nel Mito prosegue poi con le Sale dedicate alle Grazie, alle Muse e ad Elena, la cui bellezza fece scoppiare la guerra di Troia, alle Sibille e alla Dea Artemide, figura allegorica della Pudicizia.
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Si passa quindi alle meraviglie della natura con gli album naturalistici di fiori, pesci e uccelli della Biblioteca Reale che, all’inizio del Seicento, facevano parte della “camera delle meraviglie” del duca Carlo Emanuele I di Savoia. Il cosiddetto Album dei pesci venne realizzato intorno agli anni Venti del Seicento da uno o più artisti attivi presso la corte sabauda ed è formato da settantacinque tavole dipinte a tempera.
Il fascino dell’arte classica influenza anche il Rinascimento. Lo vediamo nei quadri di Mantegna, Marco Zoppo, Giorgio Schiavone, Giovanni Battista Cavalletto, Giovanfrancesco Rustici, Baccio Bandinelli, Pellegrino Tibaldi.
L’esposizione continua analizzando il tema della bellezza incarnata nei ritratti di dame e principesse della corte sabauda, regine e donne celebri della storia europea. Un focus è dedicato a due figure femminili straordinarie: la Contessa di Castiglione, nobildonna di rara bellezza e seducente agente segreto, e la regina Margherita di Savoia, effigiate nei ritratti dipinti da Michele Gordigiani, realizzati quando la pittura cominciava a temere l’arrivo della fotografia.

E si approda così all’incanto e alla seduzione tra Ottocento e Novecento, quando l’avvento della fotografia ha liberato le arti dai vincoli e dai codici di una rappresentazione realistica del mondo. Campeggia nella sala la sensuale Semiramide, moderna come una diva dell'opera e del cinema, dipinta intorno al 1905 dal tortonese Cesare Saccaggi, con sullo sfondo un toro alato dal volto umano e un leopardo tenuto al guinzaglio. Un soggetto esotico ripreso a distanza di anni da Sandro Vacchetti nella raffinata ceramica con le Tigri (1930). Leonardo Bistolfi, uno dei più grandi scultori a cavallo dei due Secoli, tende invece a liberare la bellezza dalla materia. È il caso di Desiderio della Riva Lontana che sembra evocare anche nel titolo l'afflato verso uno spazio simbolico. Accanto, le figure eteree e floreali di Alphonse Mucha.
L'artista ceco, uno dei più influenti esponenti dell'Art Nouveau, contribuisce in maniera fondamentale alla creazione e alla capillare diffusione dell'immaginario e dello stile della Belle Epoque. A fine Ottocento in tutta Europa soffia un vento di cambiamento: è l'epoca dell'Art Nouveau, della libertà creativa, delle linee ondulate e delle forme ispirate alla natura. L'arte entra nella vita quotidiana, si mescola con la pubblicità e influisce radicalmente sul design dei mobili, sulla nuova legge dei vestiti. Tutto diventa espressione del nuovo stile e in questo clima di rivoluzione visiva Mucha sceglie una strada tutta sua. Per lui l'arte non è una moda passeggera, è qualcosa di eterno, un faro per l'umanità. Mucha crede nel potere della bellezza che si riflette nelle sue figure femminili eleganti e sognanti, immerse in paesaggi di fiori.
Chiudono il percorso espositivo alcuni filmati, protagoniste le Dive del Cinema Muto.
A Torino, fino al 27 Luglio.
Gabriella Aguzzi