Il Bacchanale di Dalì

12/11/2025

Era rimasta nelle casse teatrali per decenni finché non è stata rinvenuta ed ora, proprietà del collezionista spagnolo Jorge Alcolea, è stata esposta per la prima volta in Italia. Stiamo parlando di Bacchanale, la maestosa scenografia realizzata da Salvador Dalì per l’omonimo balletto, il primo di molti per cui Dalì prestò la sua arte, un autentico capolavoro surrealista. La possiamo ammirare al termine della Mostra “I Tre Grandi di Spagna”, allestita fino al 26 gennaio alla Fabbrica del Vapore di Milano, che racconta la nascita e l’evoluzione di alcune tra le più significative avanguardie artistiche del Novecento attraverso le opere di tre dei suoi massimi protagonisti: Pablo Picasso, Joan Miró e Salvador Dalí. 

Bacchanale, realizzato nel 1939 per i Balletti Russi di Montecarlo, segna l’ingresso di Salvador Dalí nel mondo del teatro come autore, scenografo e costumista, incarnando la sua idea di opera d’arte totale. L’opera rappresenta un delirio di Ludwig di Baviera che immagina incontri e incarnazioni coi personaggi wagneriani e per questo si snoda sulle musiche di Wagner. Una trama visionaria e simbolica che attraversa un intreccio di metamorfosi, desiderio e follia e fonde mito, psicoanalisi e surrealismo.  L’imponente scenografia mostra il Monte di Venere spezzato, che si squarcia sul tempio del Matrimonio della Vergine e a fare da sfondo un assolato paesaggio catalano, mentre sulle quinte è un aprirsi di cassetti da cui escono mani scheletriche. Figure sospese tra il sensuale e il macabro, drappi molli, teschi che trasformano il palcoscenico in un labirinto visivo di visioni e simboli e spalancano finestre sull’immaginario più profondo di Dalí. 

Accanto al “Bacchanale” il pubblico potrà assistere alla proiezione del video che ha rimesso in scena il balletto, e la sua scenografia, lo scorso dicembre 2024 presso il Círculo de Bellas Artes di Madrid. 

Gabriella Aguzzi