Falstaff

05/02/2025

Un’operazione che il Teatro alla Scala sta da tempo lodevolmente compiendo è il riportare sulla scena le regie storiche e i grandi allestimenti del passato, a beneficio di chi per ragioni anagrafiche non ha potuto assistervi e di chi vuole riviverne l’indelebile ricordo. In questo quadro si inserisce il Falstaff nella regia di Giorgio Strehler che inaugurò la Stagione operistica nel 1980 e qui ripresa da Marina Bianchi. La storica coppia Giorgio Strehler alla regia ed Ezio Frigerio alle scene e costumi che tanto fece per il nostro Teatro trasferisce la vicenda shakespeariana musicata da Verdi in una pianura padana irrorata dal tramonto, tra covoni e cascinali, i muri sbrecciati delle nostre chiese e un bosco notturno, un’ambientazione che nulla stride con le allegre comari di Windsor che entrano ed escano dalla luce dorata intessendo le loro trame ai danni del tronfio Falstaff.

“Tutto nel mondo è burla …. tutti gabbati tutti gabbati” cantano in chiusura Falstaff e tutti i personaggi. E Verdi, dopo aver toccato le vette più alte del melodramma con Aida, al traguardo degli ottant’anni spiazza con una commedia musicale dalla sublime, insospettabile leggerezza e chiude la sua vita di compositore con un’opera buffa; il suo terzo incontro con Shakespeare (il libretto di Arrigo Boito include anche alcune parti tratte dall’Enrico IV), anziché affondare nella tragedia, sprizza lievità, vitalità ed allegria. Una commedia lirica che è tutta un gioco di equivoci e di beffe architettate che si intrecciano ed ostacolano tra loro, un’ode alla scaltrezza femminile che nell’ultima scena scivola nel fiabesco con una mascherata di finte creature fatate in una luce turchina e sotto una gigantesca luna. L’opera è un prodigio di mobilità e una girandola mozzafiato di invenzioni che incanta e diverte nel suo sofisticato linguaggio musicale comico. Un’allegria incalzante che a tratti rivela una venatura malinconica, come sottolineano molti passaggi musicali, la direzione di Daniele Gatti, la regia di Strehler e la voce di Ambrogio Maestri che interpreta un Falstaff troppo fiducioso di sé ed in realtà meschino e deriso. Il lungo applauso finale abbraccia, assieme ad Ambrogio Maestri, Marianna Pizzolato (Mrs Qickly), Luca Micheletti (Ford), Rosa Feola (Mrs Alice Ford), Rosalia Cid (Nannetta), Juan Francisco Gatell (Fenton). E Daniele Gatti che torna nella buca scaligera sei anni dopo la sua ultima direzione d’opera.

Gabriella Aguzzi