Weekend a Teatro: Silvio Orlando al Carcano, Lucia Poli al Parenti

07/11/2025

Le scelte per un Weekend milanese a Teatro si fanno sempre più intense e variegate. Oggi vi proponiamo due spettacoli, entrambi in zona Porta Romana: Ciarlatani e L’Importanza di chiamarsi Ernesto, il primo al Carcano, il secondo al Teatro Parenti.

Partiamo proprio da quest’ultimo. La commedia di Oscar Wilde dopo 120 anni non perde mordente. Affilata, divertente, arguta, scoppiettante, un gioco continuo e ritmato di ipocrisie, identità fasulle, verità nascoste, e ossessione dell’apparire. Tra battute fulminanti, aforismi, paradossi, intrecci, equivoci, colpi di scena, Oscar Wilde mette alla berlina le ipocrisie dell’alta società in una commedia irresistibile e godibilissima ancora oggi. E la regia di Geppy Gleijeses  la restituisce in tutta la sua freschezza. Anche perché sulla scena c’è Lucia Poli, elegante, deliziosa, ironica, incontenibile, nel ruolo di Lady Bracknell  . Già da sola vale il prezzo del biglietto. 

Spostiamoci al Carcano dove è in scena Ciarlatani di Pablo Rémon. A raccontarla la trama appare semplice: due storie parallele, quella di un’aspirante attrice, tra sogni, fatiche e delusioni, e quella di un regista commerciale deluso, che sopravvissuto ad un incidente vorrebbe voltare pagina e realizzare qualcosa di veramente valido. Ad unirli è lo spettro del padre di lei, regista intellettuale da poco scomparso, ad uno lascia un copione, all’altra dei conti irrisolti con se stessa. In realtà il testo è più complesso (ed anche arzigogolato) di quanto appaia a prima vista, concentrato sul gioco verità-finzione che sta alla base del mestiere d’attore e del Teatro tutto. Ci si intromette pure l’Autore e i temi portati alla ribalta sono davvero tanti, così come si moltiplicano i personaggi. Silvio Orlando, sempre bravissimo, e Francesca Botti, Davide Cirri, Blu Yoshimi danno infatti vita ad una decina di personaggi, passando rapidamente dall’uno all’altro, in un serrato susseguirsi di capitoli.

Gabriella Aguzzi