Il Vedovo, dal cinema al teatro

15/11/2025

Tradurre per il teatro un capolavoro della commedia all’italiana, firmata Dino Risi e portata al successo dall’indimenticabile coppia Franca Valeri-Alberto Sordi? Impresa titanica ma non impossibile, e che riesce bene a Massimo Ghini, protagonista e regista de Il Vedovo ( al Teatro Manzoni fino al 23 novembre). Perché la messinscena fosse efficace occorrevano due ingredienti: rispetto, e ritmi teatrali. Vi sono entrambi. La trama è ovviamente identica, le scene quasi ricalcate, le battute entrate nell’immaginario mantenute tali e la ricostruzione dell’epoca e degli ambienti precisa (ci trasportiamo da Milano a Roma, ma poco cambia); il tutto però adattato coi ritmi vorticosi della pochade assicurando risate anche a chi mentalmente anticipa le battute. La comicità più facile è però affidata ai personaggi di contorno (il maltrattato marchese Stucchi, lo zio – che qui diventa un nipote imbelle e un po’ tonto – , l’ingegnere tedesco col brevetto farlocco,  il commendatore furbino…) mentre i protagonisti fanno risaltare i toni più cinici e crudeli di questa black comedy . E veniamo a loro: Massimo Ghini che rileva il ruolo istrionico di Sordi e Galatea Ranzi con l’improbo compito di non far rimpiangere la formidabile Valeri – ebbene, missione compiuta. Pur ricordandoli in diverse tonalità, non ne fanno una scialba imitazione, ma trovano una propria chiave interpretativa che sottolinea ancor più la miseria umana dei propri personaggi.

Elena Aguzzi