
Al Lago Film Fest (18-26 luglio) è di casa, tra le palafitte neolitiche e i verdi specchi d’acqua, il cinema indipendente. Ad aggiudicarsi il Premio più ambito della XXI edizione, il “Lago25”, è stato il cortometraggio La nostra habitació (Our room, ING, Spagna / 29’ / 2025 / Fiction) del regista e sceneggiatore di Barcellona Jaume Claret Muxart alla sua première italiana, dopo aver concorso in molti contesti internazionali. Sul piano narrativo il film si presenta frammentato ma con un filo conduttore: le complesse relazioni umane in cambiamento. In un’emittente radiofonica si conciliano la sfera pubblica e quella privata di una giovane donna, con i suoi colleghi e un bambino, il suo originale figlio. La musica classica, quella del concerto n. 2 in fa minore di Chopin ad esempio, si mescola con il sound elettronico contemporaneo, così come il tempo del lavoro con quello familiare in una duplice casa: la stazione radio e l’abitazione, entrambi spazi da vivere per il quartetto. Anche le lingue si mescolano, il francese con il catalano. Ma forse è una linearità apparente che diventa una dimensione onirica, sospensione, attesa, lasciando lo spettatore sognante tra i diversi piani in questo cortometraggio dove la vera protagonista è la musica, anche quella delle parole delle storie lette alla radio o a letto per far addormentare il bambino.
Nella Capitale europea del cinema indipendente, guidato da Viviana Carlet e Carlo Migotto, le proiezioni sono all’aperto con cuffie wi-fi e lo schermo nel lago o su schermi gonfiabili al bordo dello specchio lacustre di Lago di Lago, a valle del borgo petroso di Revine sulle Prealpi in provincia di Treviso. “Per me essere indipendente non sta nel risultato ma nel processo di come facciamo film” ha dichiarato il regista catalano per la prima volta al Lago Film Festival. Quest’anno sono stati i colorati e antropomorfi funghi cosmici di Sara de Barba, ispirati all’estetica dei fumetti degli anni ’70, a sviluppare la campagna visiva del Festival, sul catalogo, sui poster e con simpatici funghi cartonati disseminati magicamente nei luoghi del Festival.