Luna Wedler, miglior attrice emergente

10/09/2025

A Venezia 82. Silent friend, della regista e sceneggiatrice Ildikó Enyedi (Il mio XX secolo, Corpo e Anima, Orso d’oro a Berlino 2017) viene premiato con il riconoscimento Marcello Mastroianni a un attore o un’attrice emergente: Luna Wedler, attrice svizzera già apparsa in Storia di mia moglie della regista ungherese, è la protagonista di uno dei tre episodi interconnessi del film Silent Friend, trittico che si sviluppa attorno al secolare Ginkgo biloba nel campus universitario della facoltà universitaria tedesca di Marburg (la città non è mai menzionata). Ad inizio del Novecento Grete, superato un difficile colloquio di ammissione con una commissione di decani maschilisti, è la prima studentessa donna in Germania; non avendo potuto studiare scienze naturali nel suo Paese perché il diploma non era concesso alle donne, la studentessa aveva conseguito il titolo di studio in Svizzera. La particolarità di questa storia, che si interseca con le altre due ambientate nel 1972 e nel 2020 all'epoca del covid (il film vede Tony Leung Chiu-wai nei panni del neuroscienziato Tony Wong, protagonista della storia ambientata ai nostri tempi, accanto a lui Léa Seydoux interpreta Alice, una giovane studentessa nel 1972, Enzo Brumm veste i panni di Hannes, e Sylvester Groth e Martin Wuttke completano il cast) è di essere stato girato in bianco e nero in 35mm. 

Grete è determinata e resiliente e grazie alla fotografia sarà la prima scienziata a scoprire la simmetria nelle piante, pubblicando poi le sue scoperte. Nella sua interpretazione emerge una capacità di calarsi nell'epoca dell'impero tedesco, indossando abiti scuri e accollati con cappelli a tesa larga, in una posizione relegata dietro a quella dei colleghi maschi ma manifestando la sua appassionata conoscenza e la capacità di studio e connessione simbiotica con il mondo vegetale. La regista ungherese porta alla Mostra di Venezia un’opera che propone il tema della comunicazione silenziosa, sulla relazione tra esseri umani e forme di vita vegetali (il geranio riesce ad aprire il cancello di casa), e sull’invisibile che permea la realtà. Il film ha vinto alcuni premi collaterali, come il Premio CinemaSarà e il Premio Edipo Re. 

Michela Manente