
E’
finalmente nelle sale italiane, con distribuzione
Fandango, “Interview”, remake
americano del celebre film di Theo Van Gogh, talentuoso
regista olandese assassinato dai fondamentalisti
islamici il 2 novembre del 2004. A dirigerlo è
Steve Buscemi, al quale, quindi, viene affidato
il gravoso compito di presentare il primo dei
tre remake che Hollywood ha deciso di dedicare
al grande cineasta. Al fianco di Buscemi che,
oltre a dirigere, recita anche, c’è,
Sienna Miller, bella e sensuale come sempre. La
pellicola narra dell’incontro-scontro tra
Pierre Peders (Buscemi), giornalista autodistruttivo
e ormai completamente disilluso, al quale viene
affidato l’incarico di intervistare la regina
delle soap-opera, Katya (Sienna Miller). I due
sono agli antipodi: lui incarna le ferite del
mondo e la disilluisione politica, mentre lei
è il simbolo della celebrità e delle
sue regole spesso vane e crudeli. Nonostante l’abisso
che li separa i due riescono ad “avvicinarsi”,
intrecciando un rapporto però non di certo
pacifico. Quella che si stabilisce tra di loro
è, infatti, una connessione senza esclusione
di colpi, un’intimità che si costruisce
e si alimenta a suon di alcol e di attrazione
erotica, una vera e propria boxe psicologica che
si conclude con il più inatteso dei finali.
Ad essere narrata è, dunque, la storia
di un rapporto disastroso tra due persone che,
nonostante le loro enormi differenze, riescono
a trovare dei punti in comune e a “costruire”
un esperienza di vita sebbene il loro “avvicinamento”
sia tutt’altro che sereno.
“Interwiev” è qualcosa
di più di un semplice film, visto che è
legato a doppio filo al nome di uno dei più
compianti e geniali registi contemporanei, Theo
Van Gogh appunto, la cui carriera fu stroncata
quattro anni fa dal fanatismo religioso, che lo
punì per il suo celebre cortometraggio
Submission ?, in cui appunto si parlava
di Islam. Proprio per onorare e celebrare il talento
di Van Gogh sono in cantiere ad Hollywood altri
due remake. Tra le tredici pellicole, molto acclamate
ed apprezzate in patria, oltre a “Interwiev”,
saranno rivisitati anche “06”
e “Blind date”, la cui regia
è stata affidata dallo stesso produttore
di Van Gogh, Gijs van De Westelaken, rispettivamente
a Stanley Tucci e a Bob Balaban. Certo raccogliere
l’eredità di Van Gogh non sarà
per questi registi facile, come di certo non lo
è stato per Buscemi, il primo che a confrontarsi
con le sale. Ma l’eclettico Buscemi, volto
ben noto del cinema indipendente e autore di pellicole
interessanti come “Mosche da bar”,
non si è fatto spaventare dalla sfida.
Non a caso, quindi, nel corso della sua trasferta
romana ha dichiarato “Certo Theo era un
provocatore, ma ho fatto questo suo film non per
la sua filosofia, ma solo perché mi interessava
davvero molto la sua storia”. Sfida superata.
Voto: 7
Lucia Cocozza