The Wife - Vivere nell'Ombra

27/09/2018

di Bj÷rn Runge
con: Glenn Close, Jonathan Pryce

"The Wife-Vivere nell'ombra" (tratto dal romanzo omonimo di Meg Wolitzer), con protagonisti una magnifica Glenn Glose (Joan Castleman) e un perfetto Jonathan Price nella parte del marito scrittore, Joe Castleman, vincitore del Premio Nobel per la letteratura, è un film del 2017 del regista svedese Björn Lennart Runge la cui trama è sostanzialmente identica a quella di "Un amore sopra le righe", sempre del 2017, del regista francese Nicolas Bedos. Le somiglianze negli ingredienti ci sono tutte: lo scrittore-biografo e detective che tenta di carpire i segreti dei coniugi Castleman/Adler; lei, la moglie, la ghostwriter di immenso talento, innamoratissima del marito conosciuto in gioventù, che non solo ne sfrutta le doti eccelse di scrittrice ma per di più la tradisce ripetutamente, quasi a volersi liberare lui dell'angoscia della sua minorità artistico-culturale; la presenza di due figli, un maschio e una femmina, in cui ad avere problemi caratteriali è sempre il primogenito; la comune estrazione ebraica dei due scrittori, uno vincitore del Nobel e l'altro del Goncourt. Ovviamente, i due usurpatori muoiono per cause naturali, lasciando vedove le due donne di talento che, tuttavia, imporranno ai rispettivi detective biografi il silenzio assoluto (pena cause milionarie) su quanto sono venuti a sapere, a proposito del talento usurpato e nascosto da parte dei mariti a danno delle proprie mogli.

Fin qui le anche troppo strette somiglianze. Tuttavia, il tocco magistrale di Runge si differenzia da quello di Bedos per la capacità di creare atmosfere carnali e terrene, in cui è lei, Joan, a tenere ben salde le redini del suo matrimonio gestendo un marito infantile, ipernarcisista e indisciplinato, che pretende il massimo di condotte salutari da parte di moglie e figlio (niente alcool e fumo), mentre lui si riguarda assai poco, aumentando pericolosamente i suoi livelli di colesterolo con sortite notturne ipercaloriche e ricche di grassi, malgrado qualche bypass dovuto a crisi cardiache precedenti. Qui però il figlio maschio non è autistico, come nella versione francese, ma è altrettanto poco stimato e considerato dal padre per le sue velleità di scrittore in erba, che però sarebbe ricco di talento secondo sua madre che se ne intende. La pellicola si gioca sui contrasti anche duri e aspri tra padre e figlio, in cui il primo non fa mistero di prediligere al maschio la sua bellissima figlia, in attesa di un bambino. Joe e Joan, invece, malgrado una partenza molto tenera sulla loro intimità in non più giovane età, scaldano progressivamente i muscoli all'avvicinarsi del giorno della premiazione.

La stanza d'albergo diviene così un ring e uno spietato remake da parte di lei sul periodo d'oro della loro gioventù, quando Joan è un'avvenente studentessa di college e lui il suo affascinante professore di lettere, che recita a memoria i grandi classici del Novecento e scrive dediche alle sue amanti sul guscio delle noci di cui si nutre come passatempo. Da babysitter della figlia di lui, Joan diventa prima la confidente e poi la moglie di Joe, una volta sancito il patto che lei avrebbe finto per il resto della sua vita di correggere le bozze del suo adorato marito dalle buone idee, ma dai personaggi legnosi, privi di fascino e di vita palpitante. Ma The Wife è un film sull'amore vero, che si dona e perdona sempre perché essere adulti non significa aver capito il mondo, soprattutto se si è maschilisti e viziati.

Voto: 7

Maurizio Bonanni