The Last Duel

23/10/2021

di Ridley Scott
con: Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer, Ben Affleck

Nel dicembre del 1386 Jean de Carrouges e Jacques Le Gris si sfidarono a duello rimettendosi al “Giudizio di Dio”. Da questo evento storico Eric Jager trasse il romanzo epico “The Last Duel: A True Story of Trial by Combat in Medieval France” che Ridley Scott porta con sontuosità sullo schermo raccontando la vicenda dalle tre diverse prospettive dei protagonisti.
Come un lungo triplice flashback che parte dal campo di combattimento la storia racconta, in un Medioevo guerresco tanto aspro quanto ambizioso, la graduale separazione dell’amicizia tra i due scudieri normanni che si trasforma in rivalità e quindi in odio ossessivo. Tanto De Carrouges è grezzo uomo d’arme quanto Le Gris è scaltro ed abile nell’ingraziarsi i potenti. La costante gelosia ed offesa all’orgoglio sfocia infine nell’accusa di De Carrouges contro Le Gris di stupro ai danni della moglie Marguerite.
Novelli “Duellanti”, a differenza del film di Scott del 77, i due antagonisti di The Last Duel lasciano spazio nel terzo capitolo alla vera eroina del film, rivelandosi entrambi nella loro meschinità. Per loro l’onore è solo proclamato, ma ne sono privi, immersi in una differente grettezza. A risplendere è lei, Marguerite de Thibouville, quando ripercorriamo per la terza volta la storia dal suo punto di vista: lo sguardo di una donna che, con un coraggio ante litteram, è decisa a raccontare la verità, quando alle donne non spettava che esser vittime e tacere. Eppure il suo destino è lasciato alla fortuna sul campo di un marito battagliero che difende non lei ma il proprio orgoglio ferito e se la sorte non dovesse decretare la sua innocenza ad attenderla sarebbe il rogo.
Come in Rashomon gli stessi fatti sono narrati in tre diverse versioni nei tre capitoli che suddividono il film e qui sta la sua bellezza narrativa. Ciò che ad uno pare un atto di gentilezza rivisto da un’altra angolazione è un’offesa, la ritrosia agli occhi di uno è terrore agli occhi di un altro, ciò che è ritenuto amore è invece sopruso, ed ognuno dei due rivali si considera defraudato e tradito.
La fotografia di Dariusz Wolski attraversa gli splendidi paesaggi francesi nel gelo degli inverni e nel grigiore delle piogge e ritrae un Medioevo sporco con incanto spettacolare. Matt Damon e Adam Driver si fronteggiano contrastandosi anche visivamente, il primo pesante nella sua armatura, il secondo nella sua ambigua eleganza corvina. Ben Affleck, produttore e sceneggiatore assieme a Matt Damon, è un laido e vanesio Pierre d’Alençon, incarnazione, forse fin troppo esasperata, dei capricci dei potenti.

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi