Il Corpo

25/11/2024

di Vincenzo Alfieri
con: Giuseppe Battiston, Claudia Gerini, Andrea Di Luigi, Amanda Campana

Un thriller psicologico, quant’altri mai. Ma anche un giallo ‘vero’, con tanto di mort(a) ammazzat(a) e sparizione del cadavere, e con l’indiziato numero uno che prima ci sembra cattivo ma innocente; poi così-così, ma colpevole; e alla fine…?

“Il corpo” è quello di Rebecca Zuin (una Claudia Gerini magnificamente nella parte): ricca, intelligente e spregiudicata, gioca come il gatto con il topo con il (ben più) giovane marito, l’esuberante Bruno Furlan (un ottimo Andrea di Luigi) un toy boy non stupido ma inevitabilmente frustrato e fedifrago. 

Un corpo segnato dal tempo, quello di Rebecca, certo non più agile e smagliante quanto la sua intelligenza e la sua smania di controllare il giovane Bruno, tra scherzi crudeli e denunce più o meno fittizie.

Segue tresca passionale del suddetto toy boy con la giovanissima Diana (Amanda Campana), segue pressing della bella e giovane studentessa per togliere di mezzo la legittima (e perfida) consorte, segue complotto, segue morte (accertata?) della matura manager e moglie, segue sparizione del suddetto corpo. E poi?

Da qui parte il vero gioco del gatto e del topo, solo che noi non lo sappiamo: quel che sappiamo - e vediamo - è l’entrata in scena dell’ispettore Cosser (uno scarruffato Giuseppe Battiston): uomo ammaccato dalla vita e segnato negli affetti, l’ispettore trattiene per tutta  la notte il vedovo - non troppo inconsolabile - nello stesso Istituto di Medicina Legale, teatro della sparizione del corpo, e pazientemente ricostruisce e decostruisce verità e menzogne, indizi e prove.

Prima “persona informata dei fatti”, poi primo indiziato, Bruno – il vedovo – un passo dopo l’altro perde il controllo della situazione, vede frugata la sua vita, crollati i suoi alibi. Malgrado le sue a mezze verità, le sue azzardate ipotesi a propria discolpa, il ritrovamento del “corpo” e la sua inutile fuga lo inchiodano definitivamente. Ma…

Il film - quindi il plot, la sceneggiatura che c’è dietro/dentro – è un meccanismo perfetto, è un gioco di specchi in cui il passato e il presente dei personaggi rimandano a corti circuiti insospettabili, a soluzioni imprevedibili. Nel clima inquietante dell’Istituto, tra saloni deserti e semibui, in cui si inseguono voci, echi e vivide allucinazioni, niente è quello che sembra, e ogni certezza evapora sotto il fuoco di fila dell’ispettore. 

Senza una sbavatura, rigoroso nei toni e nei ritmi, teatrale nell’ambientazione (praticamente tutta - efficacemente – indoor) “Il corpo” oltreché un ottimo ‘giallo’ è un bell’esercizio di realismo, di verosimiglianza. Spiace solo che l’interpretazione del Battiston (sempre impercettibilmente un filo troppo sopra le righe) non sia all’altezza di quella – quasi perfetta – della Gerini e del Di Luigi.

Voto: 8

Davide Benedetto