La Stanza Accanto
12/12/2024
di Pedro Almodovar
con: Julianne Moore, Tilda Swinton, John Turturro, Alessandro Nivola, Juan Diego Botto

“His soul swooned slowly as he heard the snow falling faintly through the universe and faintly falling, like the descent of their last end, upon all the living and the dead”.
Almodovar cita Joyce in tre struggenti momenti del suo ultimo, splendido, straziante film “La Stanza Accanto”. Lo cita nel finale che arriva dritto al cuore. E cita Hopper, nei colori folgoranti, nelle inquadrature che riecheggiano i quadri, in quelle donne sdraiate al sole, a godere l’ultimo tepore della vita.
La Stanza Accanto è un film doloroso e sconvolgente, bellissimo, con due attrici meravigliose. E’ un film che parla di morte con una lucidità tagliente, una freddezza analitica che si fa poesia. E’ un film sull’amicizia e il sacrificio che chiede. E’ un film letterario e cinefilo, che spazia dai colori del melodramma di Douglas Sirk a Buster Keaton che ti fa tornare il sorriso. E’ un film che affronta di petto il tema della scelta di morire tale da lasciarti devastato quando esci dalla sala. E che pure ha una sua lievità.
Lasciati ormai da tempo i toni grotteschi del suo primo Cinema, Almodovar si addentra a distanza sempre più ravvicinata tra la morte e il dolore lasciandoci negli ultimi 25 anni gioielli quali Tutto su mia madre, Parla con lei, Volver, Gli abbracci spezzati, Dolor y Gloria. Fino ad arrivare a raccontarci di una donna battagliera (Tilda Swinton), reporter di guerra, che non vuole lasciarsi vincere dalla malattia ma non ha abbastanza forza per farlo da sola, ha bisogno di qualcuno nella stanza accanto. E di un’amica (Julianne Moore) che pur terrorizzata dalla morte, che cerca di esorcizzare nei suoi libri, sceglie di accompagnarla in quell’ultimo viaggio in cui tutto è pianificato, in quella villa nel bosco dove un giorno troverà una porta chiusa.
Due donne contrapposte anche fisicamente, l’una algida anche di fronte all’ultimo passo, l’altra fragile ed emotiva, e un’esplosione di colori (splendida la fotografia di Edward Grau) , come sempre nel Cinema acceso e ipercolorato del regista spagnolo, per raccontare la Morte. Perfino l’incantesimo di una nevicata rosa sullo skyline di New York.
Voto: 8,5
Gabriella Aguzzi