The Opera!

20/01/2025

di Davide Livermore, Paolo Gep Cucco
con: Valentino Buzza, Mariam Battistelli, Vincent Cassel, Fanny Ardant, Caterina Murino, Erwin Schrott, Rossy De Palma, Angela Finocchiaro

Il sogno di due innamorati spezzato il giorno delle nozze da uno sparo. Un onirico viaggio agli Inferi per ritrovare l’amata strappatagli dalla morte. Il Mito di Orfeo ed Euridice che si ripete. E le più belle arie della Lirica: da Puccini a Verdi, da Handel a Gluck, da Bellini a Ravel. La musica, nella sua bellezza sublime, che tiene in vita. E un plot twist (che non vi sveleremo ma alla cui luce tutta la storia assume un diverso e completo significato, offrendo una nuova chiave di lettura) per cui ogni personaggio e luogo ha un suo doppio in un’altra, fantastica ed allucinata, dimensione.

Questo è The Opera!, al Cinema per tre giorni (20/21/22 gennaio), l’inno all’amore per la Lirica firmato da due registi che l’Opera la amano immensamente e la portano in scena con regie fascinose. Tutto quindi farebbe pensare al capolavoro. E gli ingredienti ci sarebbero. Innegabile è la visionarietà, una scenografia sontuosa che presenta una Parigi sommersa, le architetture sorprendenti dell’Hotel Hades, il grido straziante di Madame Butterfly nella sua interminabile attesa, i fascinosi costumi di Dolce & Gabbana. E una riflessione poetica sulla morte che serpeggia lungo tutta l’Opera: i morti amati li devi lasciare andare, senza attaccarli ostinatamente alla vita, o nell’istante in cui li dimentichi li perdi? 

Eppure The Opera! troppo vuol dire e troppo accumula, è anche un film pretenzioso e ambizioso. Troppo, come abbiamo detto. A partire dal cast eterogeneo che accanto ai cantanti d’opera protagonisti Valentino Buzza e Mariam Battistelli e al basso Erwin Schrott nel ruolo di Plutone, mescola Angela Finocchiaro e Rossy De Palma, Fanny Ardant e Vincent Cassel nel ruolo di Caronte, un taxista che traghetta fino alle sponde dell’Ade e tenta Orfeo con una moltitudine di donne in una (eliminabile) scena pseudo divertente. Euridice è anche Mimì e Orfeo è anche Alfredo. Le visioni del passato, che rievocano i genitori e la richiesta di perdono, confondono ulteriormente, tra un brano lirico e l’altro. In bilico tra Opera e Pop e conseguente mix di stili, al suo apice si trasforma in musical con The Power of Love dei Frankie goes to Hollywood. Che stride parecchio a fianco di Nessun Dorma, l’aria che Orfeo canta accorato ma dimenticandosi per chi la sta cantando, spezzando così il patto immortale e perdendo la sua Euridice per sempre.

In breve un’opera ad alta potenzialità ma che molto pasticcia, sicuramente suggestiva e interessante  ma che non va a toccare corde più profonde in virtù dell'estetica e, alla fine, non riesce a far breccia, a commuovere. E trattandosi di un’Opera e di un film che si interroga sulla Morte è una grave pecca.

Voto: 6,5

Gabriella Aguzzi