Fuori
23/05/2025
di Mario Martone
con: Valeria Golino, Matilda De Angelis, Elodie, Corrado Fortuna

Valeria Golino è doppiamente legata alla scrittrice Goliarda Sapienza. Dopo aver diretto la miniserie televisiva tratta dal romanzo “L’Arte della Gioia”, che l’autrice considerava la più profonda espressione di sé e di cui non riuscì mai a vedere la pubblicazione, le dà volto e anima nel film di Martone che racconta i suoi giorni dopo il carcere, esperienza che narrò in L’Università di Rebibbia. Persona inquieta, Goliarda Sapienza trovò nell’amicizia con le ex compagne di carcere quella comprensione e appagamento che non riusciva più a riconoscere nell’ambiente intellettuale che le aveva voltato le spalle.
Il film ne racconta, forse con troppa prolissità, i sentimenti controversi e quell’irrequietezza fuori dagli schemi che la spingeva in parte a riconoscersi in quelle donne vitali anche se disperate, che erano “dentro anche quando erano fuori” – come dice in una battuta – e che, per paradosso, la facevano sentire libera. E da ladra diventa “ladra di storie”, entrando in vite sconosciute, un po’ osservatrice un po’ trascinata d’impeto, per poterle poi raccontare.
Contrapponendo l’esuberanza sfrenata di quelle giovani donne alla sua emotività trattenuta, il film gioca su continui contrasti, tra slanci affettuosi e rabbia, in un’altalenanza di sentimenti materni ed attrazione erotica, mettendo a confronto anche la recitazione quasi euforica di Matilda De Angelis ed Elodie a quella misurata della Golino, qui forse alla sua interpretazione migliore.
La scelta tuttavia di una narrazione che è non narrazione, ovvero segue il filo discontinuo di sentimenti ed emozioni, porta il film a ripetersi, spesso stancamente, perdendosi in duelli verbali, incerto su cosa voglia veramente trasmettere.
Voto: 7
Gabriella Aguzzi