
Un Tom Cruise - Ethan Hunt decisamente un po’ bolso e quasi intrappolato nel ruolo ci guida prima di tutto ad un riassunto delle precedenti (sette) puntate, specie l’ultima, visto che sono passati due anni, e per fortuna l’Entità, nel frattempo, ha sonnecchiato chissà dove.
Dopo di che comincia la solita sarabanda di impossibilità, una collezione di esagerazioni ormai ampiamente prevedibili, saccheggiando un po' tutti i generi, dalla Guerra Fredda (come l’Artico…) alla caccia sottomarina; dall’ormai ‘classico’ tuffo senza paracadute alle spelonche segrete (tra la Subway di Londra e i bunker genere Arca della Conoscenza in Sudafrica); per finire (o quasi) con un improbabile duello aereo stile Grande Guerra sopra gli splendidi paesaggi del Sudafrica.
Il tutto condito con sparatorie, minacciate torture alla bellona di turno (bella sì, ma ladra, e anche brava: a fin di bene, s’intende), embolie allegramente evitate per finire (segue spoiler) con il Genio (cattivo) imprigionato nella classica Lampada (utile anche come abatjour).
Oltre al merito di farci girare per il mondo, ad averci alleggerito della presenza sardonica di Luther (Ving Rhames), ad aver minacciato di privarci anche del tostissimo-tenerissimo Benjamin (Simon Pegg), di aver speso (sprecato?) centosettanta minuti del nostro tempo, e ad aver speso un budget – pare – tra i tre e i quattrocento milioni di dollari, veniamo ai demeriti.
Quest’ultimo sporco (sic) lavoro dell’IMF (al secolo Impossible Mission Force) appare scontato, privo di inventiva sia narrativa che tecnologica, scoordinato, insomma decisamente improbabile più che impossibile: trasandato nel plot, che fa acqua da tutte le parti, sconnesso nei passaggi narrativi, privo di idee e quindi prevedibilissimo negli sviluppi e negli esiti, autocelebrativo (vedi i ripetuti flashback dai film precedenti) e ridicolmente retorico, tutta una grande Decisione qua, Decisione là (entrare nell’IMF per evitare la galera a vita…), patriottismo di seconda mano.
L’interpretazione di Tom Cruise è ormai totalmente stereotipata, copia e cita sé stesso, giusto aggiungendo dove capita qualche tocco di umanità e di emotività; si viaggia a colpi di slogan, i personaggi secondari sono tutti bianco-o-nero, quando non confusi e soffusi (vedi il comandante del sommergibile Ohio, e l’Ammiraglia al comando del carrier George W. Bush); peccato per Angela Bassett, totalmente inutile come Presidente(ssa): si intende, narrativamente.
E speriamo che sia tutto, per l’IMF…
Voto: 5
Davide Benedetto