F1 - Il Film
02/07/2025
di Joseph Kosinski
con: Brad Pitt, Damson Idris, Kerry Condon, Tobias Menzies, Kim Bodnia, Javier Bardem

Sorriso scanzonato, cuore tenero sotto l’aspetto graffiante da sbruffone, caparbio e ribelle, Sonny Hayes è una ex gloria della Formula Uno che, ultracinquantenne, torna in pista. La promettente carriera stroncata da un incidente catastrofico, da lì è passato di fallimento in fallimento (matrimonio compreso) attraverso una vita randagia e sbandata, ma sempre con la voglia di libertà e di vittoria e soprattutto di “volare”. Giocatore d’azzardo, sfida ancora una volta la fortuna e coglie la grande occasione per sfiorare quegli attimi di puro sogno.
Narrativamente il film presenta luoghi comuni e risvolti scontati, primo fra tutti il contrasto tra i due compagni di scuderia, la vecchia gloria e il giovane emergente, entrambi arroganti e ambiziosi seppur in modo differente, entrambi “pavoni”, su cui si concentra gran parte della trama, la cui rivalità si risolve in modo buonista. La Love story è esile e i colpi di scena sono prevedibili.
L’altra faccia della medaglia presenta però una gran solidità tecnica e tensione ed emozione tengono accesi gli spettatori. Accuratissimo dal punto di vista sportivo, mostra il mondo della Formula Uno dall’interno (ci sono anche i cameo di veri campioni nel ruolo di se stessi, tra cui Lewis Hamilton), pur non negandosi effetti spettacolari, con tanto di incidenti rocamboleschi ad ogni giro di pista. In perfetta linea con tutti i film sull’automobilismo che brivido e ritmo sono sempre carichi.
Se il regista Kosinski non è nuovo a raccontare il ritorno di vecchi eroi (Top Gun: Maverick), Brad Pitt non lo è ai ruoli di sportivo. E su Brad Pitt, il suo fascino e la sua prestanza si regge principalmente il film per dare vita (spericolata), spessore e sentimento al personaggio di Sonny Hayes. Mentre sicuramente in casa un quadro starà invecchiando al posto suo.
Voto: 7
Gabriella Aguzzi

Cosa non è la Formula Uno.
Top Gun con le auto da Formula Uno? Ecco il Blockbusterone che fa per voi. La storia: un pilota in età da casa di riposo e che, tuttavia, dimostra trentacinque anni, non i cinquanta che millanta nel film, interpretato da Brad Pitt, un rookie con la faccia di Damson Idris e il resto è nelle mani del banale: rivalità fra i due, arroganza a fiumi da entrambi e dialoghi sconvenienti fra il driver esperto e gli ingegneri, come quello nel quale Pitt ricorda al responsabile dell'aerodinamica che esiste l'aderenza, la variabile della temperatura e l'effetto scia, tutte cose che porterebbero un vero aerodinamico a rispondere, in termini meta-verbali, con un cazzotto sul naso di qualunque leggenda della F1 si trovasse davanti. La Warner sembra assolutamente incapace di portare sul grande schermo un film che, tratto dal complesso ma anche gelido mondo dei motori, vanti un minimo di realismo. Da appassionati della disciplina, siamo rimasti inorriditi nell'assistere alle scene in pista, così surreali da risultare angustianti. Rileviamo qualche duello fra i nostri e i nomi noti del centro gruppo, come Magnussen e Gasly, sorpassi che oltraggiano le leggi della fisica e perfino esplosioni in stile anni '80, quando è risaputo che le vetture di F1 non esplodono, a meno di circostanze davvero estreme, come quella, unica e irripetibile, che segnò per sempre la carriera di Romain Grosjean nel 2022. Inoltre, vogliamo metterci un po' di Women Power nelle peripezie di due perfetti idioti che non sembrano veri nemmeno quando indossano il casco? Ma certo! E allora, ecco la giovane, magrolina e timida addetta al cambio gomme, così insicura da non risultare affidabile nemmeno se dovesse occuparsi di una gomma da masticare. In effetti, esistono meccanici donne con la suddetta mansione, ma non sono timide né insicure, e certo non somigliano ad una modella anoressica, anzi farebbero invidia alla più muscolosa culturista, dal momento che devono sostituire, in due secondi e mezzo, pneumatici che pesano circa 45 kg. Se aggiungiamo che molte scene sono state girate durante veri gran premi, in mezzo a veri piloti e team principal, le cui espressioni indicavano quanto fossero infastiditi dagli attori e dalla troupe, il gioco è finalmente concluso. Hollywood vuole la sua parte? D'accordo, accetteremmo molti compromessi, purchè non sconfinino nel fantasy.
Voto: 2
Carlo Baroni