
Zaino in spalla, il girovago Professor Mitchell fa il suo ingresso un po’ sottotono come nuovo insegnante di inglese al St. George, scuola privata per i rampolli della borghesia bonaerense. I suoi metodi però non sembrano far presa sui ragazzi, distratti e poco motivati, felici di godersi la tranquillità di quella ‘bolla’ di serenità, mentre fuori l’Argentina ribolle.
Ormai quasi rassegnato a ridimensionare le proprie – già modeste - ambizioni didattiche, Mitchell coglie l’occasione di una chiusura forzata della scuola, per un attentato a Buenos Aires, per prendersi una pausa di qualche giorno, assieme al collega di scienze, Tapio, godendosi la movida notturna del vicino Uruguay.
L’esito del viaggio, e della serata, non è però quello previsto, perché la passeggiata dell’alba in spiaggia con la sua compagna di balli – e sperabilmente d’altri giochi – lo coinvolge nel salvataggio di un pinguino, tra i tanti moribondi sulla sabbia incatramata da una petroliera di passaggio.
Il Nostro, quasi-sedotto e abbandonato dalla bella uruguaiana, le proverà tutte per abbandonare, a sua volta, il pennuto, ma il destino – né cinico né baro – si accanisce a tenerli insieme, e a buona ragione. Inizialmente clandestino al College, il ribattezzato pinguino Juan Salvador diventa in quattro e quattr’otto il valido assistente delle lezioni di Mitchell, mai così seguite, e con profitto, dagli allievi. E non solo, sarà poi confidente e sodale dell’intero corpo accademico.
“Il professore e il pinguino”, comedy-drama con un plot modesto ma onesto, piace perché narra di una (vera) storia, un po’ minimalista, intrecciandone la poesia al realismo con cui – a latere – racconta e quasi allude invece le vicende crude e brutali del colpo di stato, dei desparecidos e delle Madri di Plaza de Mayo.
Fotografia, coloritura, montaggio e musica, nonché la recitazione stessa - compresa la scena surreale in cui il pinguino ‘psicanalizza’ il rettore – seguono in coerenza il tono quieto della narrazione, riuscendo così ad evitare l’enfasi e il grottesco.
Voto: 7
Davide Benedetto