
Cina, opera prima che proviene dallo sviluppo di un precedente cortometraggio omonimo del 2019, The Midsummer’s Voice (Cina, 105 min., première europea al FEFF di Udine 2024) parla del mondo giovanile e della speranza degli studenti del corso estivo di canto di lavorare nel settore delle arti performative. La regista, dalla mainland China, Zhang Yudi, formatasi negli Stati Uniti – California, qui residente, sviluppa un film di formazione su una giovane promessa dell’Opera giovanile di Pechino in una fase delicata dello sviluppo fisico per un maschio: il cambiamento della voce. Potrà Sun Xiaolei (Song Xiaochuan, un vero cantante d'opera e consulente della parte operistica) cantare ancora e partecipare al concorso per giovani voci? Il tema principale che ha mosso la ricerca della scrittura di Yudi è stato il “dao cang” (espressione cinese), cioè la voce rotta (del cantante lirico maschio durante la pubertà). Zhang Yudi insegue il viaggio e i sogni di tre compagni di scuola (Sun Xiaolei, Shi Jiahui e Xie Tianchi) alla ricerca della propria identità, affrontando le crisi che l’età adolescenziale può comportare e coniugando la tradizione operistica cinese, di cui mette in scena molti aspetti culturali e artistici, con la vita nella contemporaneità. Alla modalità di Fame - Saranno famosi in salsa cinese, la forza di rialzarsi dei giovani protagonisti, due maschi ed una femmina, di famiglie e condizioni sociali diverse tra loro in questa coming-of--age story, realmente interpretata da giovani star in ambito musicale, s’impone sullo schermo con i brani tradizionali dell’Opera classica di Beijing e la bellezza del mondo artistico dei retroscena: i maestri del presente e del passato, il trucco, i costumi, le scenografie. I ruoli maschili-femminili si possono anche invertire, l'importante è l’interpretazione e la fiducia in sé stessi.
Voto: 7
Michela Manente