Festa in famiglia
22/10/2025
di Nadir Taji
con: Aiman Machhour, Jamila Mzali, Karim Karmouche, Jawad Mouraqib, Naima Bouslim

Anche le miglior famiglie nascondono segreti. Alla sua seconda opera “corta”, Nadir Taji mette in scena una storia familiare con accenti su tradizioni e comunicazione intime. Premio Miglior regia a Venezia alla rassegna dei corti della settimana della critica SIC@SIC, Taji concentra il suo lavoro su vicende che esplorano la responsabilità individuale, i legami familiari e i cortocircuiti generazionali e culturali. Alle prese, come nella migliore tradizione del cinema di Ferzan Özpetek, di un fermo immagine sull’interculturalità, Taji riprende il filone dei registi che sono partiti con lo scavare all’interno delle proprie storie di famiglia, utilizzando per le riprese anche i propri familiari, come fecero Moretti e Bellocchio agli esordi della propria filmografia. Con Festa in famiglia firma un lucido e disturbante spaccato domestico che indaga, non senza ferocia e violenza rappresentata dal sangue, le crepe delle relazioni e le convenzioni sociali. In un giorno di festa, una festa tipica e attesa, l’atmosfera serena di una famiglia marocchina viene improvvisamente spezzata da un evento scioccante: Hassan molesta, di nascosto e sicuro della sua impunità, la cugina minorenne. Quando l’episodio emerge, gli adulti si trovano di fronte a un dilemma impossibile – proteggere la famiglia o affrontare la verità – scoprendo che ormai uscirne senza conseguenze non è possibile. Il regista rivolge a questa drammatica vicenda senza via di fuga uno sguardo netto, non compromissorio, che non nasconde la verità ma la disvela in tutta la sua drammaticità con un approccio neutrale nei confronti dei personaggi, come evidenzia la motivazione del Premio: “La regia consapevole e potente affronta una storia cruda e drammatica, raccontando con lucidità l’incapacità dei personaggi di confrontarsi con la fragilità di una famigla segnata da un trauma che rompe gli equilibri”. Il corto, ispirato a vere storie di famiglia a cui il regista è vicino (nello specifico la storia è frutto di racconti sentiti qua e là tra conoscenti e anche sconosciuti, a cui poi è stato aggiunto l'ingrediente della finzione), è un prodotto del CSC, girato a Roma, con alcuni non attori e altri attori, che segue il cortometraggi Prova contraria, in concorso a Visioni Italiane presso la Cineteca di Bologna, e anticipa Mama, finek?, in fase di lavorazione.
Voto: 8
Michela Manente