6.06

19/11/2025

di Tekla Taidelli
con:  Davide Valle, George Li Tourniaire, Roberto Sadhi Sersanti

Torna al cinema delle persone con problematiche sociali, affette da dipendenza Tekla Taidelli, che dalla vita dura noir e rock'n’roll ci conduce nei meandri del sogno perché cambiare è possibile. Premio SIAE al Talento Creativo alle Giornate degli Autori di Venezia - Notti veneziane al Festival di Venezia 2025, la regista milanese ha lavorato intensamente in questo periodo con i corti e le emozioni alla Scuola di Street Cinema da lei fondata nel 2013 e ospitata alla Summer School alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, con le complicazioni che si hanno per realizzare l’opera seconda. Collegato direttamente a Fuori vena, 6:06 (IT/PT 2025, 90') è un “truman show” alla Ricomincio da capo, ossessivo e claustrofobico, fatto di cortocircuiti sempre uguali ma che lasciano uno spiraglio per la buona uscita. Come la droga non ti lascia scampo, così quel segnale acustico che tutte le mattine sveglia puntulamente Leo (Davide Valle) alle 6:06 lo riporta ogni giorno allo stesso punto: la dipendenza e la vita che ci sta attorno. Nella sua "maledetta" vita incontra Jo-Jo (George Li Tournaire) e intraprende con lei un viaggio salvifico verso il Portogallo, viaggio che trasforma il film in un road-movie emozionante, tossico come il buio dei film di Claudio Caligari ma allo stesso tempo liberatorio quando si rimette la narrazione su un piano temporale di logica consecutiva, abbandonando le accelerazioni, le ripetizioni, le alienazioni della mente di Leo. Piano piano il loop temporale si spezza, i cromatismi instabili della fotografia curata da Tommaso Lusena De Sarmiento cominciano a ridare le sfumature di colore del sorriso e il brutto sogno svanisce nel progetto finale di lavoro, una positività metaforicamente rappresentata dal bacio della grande statua del marinaio al porto. La poetica del film ha il sapore di un realismo underground che realizza la visione della regista che non giudica ma accompagna la storia e i suoi alti e bassi tra il baratro delle dipendenze dei bassifondi e gli up dei giri di Civitavecchia e in Portogallo. Le musiche del film, tra cui il brano tekno e hip-hop del dj Dsastro, stordiscono il protagonista come coinvolgono lo spettatore e sono cantate da Davide Valle (la canzone Outro di Neeg feat Salvezza), da Sadhi, nel film Igor, il co-protagonista, che canta il brano Bambi, attori multitasking di questo film sinestetico.

Voto: 8

Michela Manente