Parfum

17/01/2019

di Philipp Kadelbach
con: Friederike Becht, August Diehl, Natalia Belitski, Wotan Wilke M÷hring

La promozione della serie tedesca "Parfum", prodotta da Constantin Film in collaborazione con ZDF-neo, punta molto sulle analogie con il romanzo di Patrick Süskind ma per fortuna questa contiene altri topos letterari e cinematografici che concorrono a un buon risultato finale.
Trasmessa in Germania dal novembre 2018 e disponibile su Netflix a partire dal 21 dicembre dello stesso anno, “Parfum” consta di sei puntate ambientate nella Bassa Renania e girate tra Köln, Duisburg e il castello di Hessen.
La scelta di tali location contribuisce molto alla creazione di un'atmosfera che è quasi di gusto britannico: campagne verdeggianti, architetture medievali, terreni umidi e argillosi pieni di muschi e piante rampicanti. 
Anche la fotografia vira continuamente al verde con una prevalenza di luci ambrate cancellando così quella dominante fredda e cianotica di tante serie tedesche trasmesse in Italia sui canali in chiaro che ci hanno abituato a una luce "smarmellata" come direbbero in "Boris".
La detective story rappresenta la trama orizzontale mentre all'interno di ciascun episodio si rivelano dolorosi retroscena relativi alle vite di ciascuno dei protagonisti.
Nella cittadina di Kleve viene rinvenuto il corpo di una fascinosa cantante di nome Katharina alla quale sono state asportate le ghiandole sudoripare dalle ascelle e dal pube e anche i capelli, naturalmente rossi, sono stati rasati. A condurre le indagini è la detective Nadja Simon, una bellezza ieratica dal volto impassibile e dolcissimo al tempo stesso, che ha anche una relazione con un magistrato sposato con figli.
La bella Katharina si scopre essere una cantante piuttosto mediocre ma una perfetta ammaliatrice molto libera e affamata di amore tanto che non essendo certa della paternità del figlio Felix, biondo e bello come un putto che cresceva tra botte e trascuratezza, spillava soldi ai vari, probabili padri. Una sorta di “Boccadirosa” incappata in un mostro più grande di lei. I suoi amici sono quelli che si portava appresso, legati da una sorta di malìa, dall'adolescenza, un gruppo costituito da quattro maschi e una ragazza, Elena. Tutti hanno frequentato lo stesso collegio cattolico, tutti i maschi sono stati suoi amanti (o quasi) e tutti hanno condiviso la passione per il romanzo di Süskind tanto che uno di loro, Moritz de Vries, diventato un “naso” crea profumi rari e personalizzati. Un altro dei ragazzi, Roman, ha sposato Elena che picchia spesso e volentieri sfogando su di lei frustrazioni del passato e l'amore non corrisposto, se non sessualmente, per Ka (come chiamavano Katharina).
Il circolo di appassionati dell'olfatto diventa subito bacino per la ricerca dell'assassino anche perché fra di loro c'è Thomas Butsche, spregiudicato imprenditore che gestisce un bordello legale nella città.
Scavando nel passato degli amici della vittima, le indagini incappano in un cold case di scomparsa di un ragazzino durante gli anni in cui tutti loro studiavano presso l'istituto St. Laurentius.
Lungi dall'essere la versione seriale del film tratto da “Il profumo”, questo intreccio di vicende usa invece il libro e la cultura dell'olfatto come un feticcio, soprattutto quando scopriamo che ognuno dei protagonisti da adolescente aveva avuto ragione e desiderio di identificarsi in Grenouille, ragazzino reietto e abbandonato, perennemente affamato d'amore e comprensione.
La serie contiene inoltre una riflessione di carattere sociale interessante e sconcertante se pensiamo alla civile Germania la cui provincia però non è indenne, come in altri paesi europei, dalla desolazione della periferia e dall'abuso nei confronti di donne e minori.
Una visione consigliata anche per gli appassionati dei colpi di scena e del ribaltamento degli stereotipi poiché, anche qui, il male come la pietà e la misericordia arrivano sempre da chi non ce l'aspettiamo.

Voto: 7,5

Katia Ceccarelli