Sex Education

29/01/2019

di Kate Herron, Ben Taylor
con: Asa Butterfield, Gillian Anderson,Ncuti Gatwa,Emma Mackey 


La fortunata serie tv Sex Education, ora su Netflix, riprende in maniera del tutto discutibile i vari argomenti che ruotano attorno al sesso, alla pubertà, alla sessualità e ai vari derivati, molti di essi sfociati in perversioni e\o degenerazioni di sorta.
Sostanzialmente si guarda una svendita dove si ricerca l'attenzione colpendo gli istinti più bassi: attrici giovani e carine, qualche tetta qua e là, sesso facile e senza alcuna regola morale, ragazzini con problematiche sessuali comuni senza la ben che minima conoscenza, un contesto scolastico ruvido e rigido per dare quel pallido esempio di gerarchia da combattere e voilà, la serie di dubbio gusto è servita.
Ma davvero è questo un prodotto "di punta" di casa Netflix? Forse è doveroso qualche ripensamento, per migliorare la qualità contenutistica, altrimenti è oltremodo sufficiente Youporn, tra l'altro gratis.
Il canovaccio è estremamente banale: il protagonista figlio di una terapista sessuale con un appetito intimo notevole impara indirettamente a curare problemi da sex and the city dei suoi compagni, il tutto in società con una compagna.
Ovviamente non poteva mancare la macchietta omosessuale, che si traveste, di colore con un padre severo e madre malata; non potevano mancare le ragazze facili della scuola, i bulli, i partner più o meno giovani della madre e il grande problema sessuale del protagonista.
Dove ho già visto tutto ciò? Praticamente ovunque: il cioè ci era arrivato decenni fa; giocare con la tempesta ormonale degli adolescenti per avere pubblico e seguaci. Sì, bello, forse per un'ora, ma la saturazione si raggiunge ben presto.
Trama a parte gli attori sono più o meno conosciuti: non famosissimi, non sconosciuti, diciamo medi, come la qualità delle riprese e della fotografia, al limite dell'amatoriale. Sembra che tutte le puntate siano patinati di un filtro instagram, e magari è davvero così, per avvolgere ancora di più il contesto con un'atmosfera adolescenziale.
Con queste premesse la discesa verso il basso non è che scontata: ogni tema è trattato in maniera superflua, non permettendo - in ben 45-50 minuti a puntata - di trasmettere un solo messaggio all'interlocutore se non quello di rimanere sul filo dell'eccitato in attesa della prossima scena di soft porno.
Nonostante il sesso facile, persino in un 13enne in pieno uragano ormonale, raggiunge un livello di saturazione. Come risolvere? Con l'inserimento di due piccoli elementi: il protagonista che si atteggia a terapista\psicologo\consuelor sessuale - dove rischia di far più danni che altro e l'inserimento di temi più o meno in vista per il popolino. Ne prevedo alcuni: aborto come se fosse un'ordinazione al fast food, religione relegata a folklore, rapporti coi genitori da rivedere perché troppo antichi e malattie veneree.
Se, nella follia, gli sceneggiatori si sono spinti in là potrebbero aver toccato anche tematiche come omosessualità transgender, visto che ormai sono ovunque.
Tremo al pensiero di chi - giovani sopratutto - vede queste puntate e si fa un'idea diciamo diametralmente opposta alla realtà.
Due piccoli appunti\consigli personali da parte mia ai curatori di questo prodotto da sex shop degradato di periferia:
- Curare la confezione di un prodotto non aumenta la bontà del contenuto del medesimo ovvero: fare tanti cambi di inquadratura, usare tanti effetti fotografici e rendere la luce di ripresa perfetta non rende la sceneggiatura buona e gli attori migliori.
- Rendere vacui temi morali porta solo ad aumentare confusione su tutti i livelli perdendo anche il senso di cosa sia vacuo o meno. Facebook in questo senso è la prova: un calderone infinito di gente che può dire la propria semplicemente perchè ha la possibilità di dirla. Difatti ci sono gruppi di persone che pensano, tutt'oggi, che i tumori si curano mangiando peperoni verdi.
- Parlare male, in maniera indegna, di tematiche legate all'omosessualità non sensibilizza al tema ma crea ancora più confusione in merito. Sfido qualsiasi persona giovane, non totalmente influenzata sul tema, a definirmi un omosessuale dopo aver visto le prime tre puntate della serie. Probabilmente dirà: un ragazzo con evidenti problemi parentali, con una confusione sessuale notevole, in perenne cerca di attenzioni dal sesso analogo perchè deluso\traumatizzato\ferito dal rapporto col padre, con pessimo gusto ne vestire e truccarsi, difatti sembra uno struzzo, nella serie tv.
- Giocare con gli istinti basici degli uomini è da meschini, anche se il marketing ormai è basato puramente su questo processo. sarebbe interessante vedere le statistiche di chi visiona spesso questa serie, andando ad analizzare le peculiarità in comune.
Per cortesia, se avete la passione della sceneggiatura\cinema\teatro, andate oltre ad un paio di tette sode.
Ps. ho visto solo le prime tre puntate. Il livello di saturazione sessuale è arrivato presto!

 

Voto: 2

Francesco Cantł