
Presentato all'83° Mostra d'arte cinematografica di Venezia, dal suo curatore Roberto Lasagna e dai Suoi autori, per raccontare le donne del suo percorso di regista e i sentimenti dell'Italia del secondo Novecento
Uscita in contemporanea con un’altra organica pubblicazione curata da Roberto Lasagna e dedicata a Michelangelo Antonioni, la monografia intitolata Il cinema di Antonio Pietrangeli. Ritratti di donne e sentimenti, pubblicata dalla casa editrice romana Profondo Rosso, offre un’articolata rilettura di una delle figure più affascinanti e al contempo non pienamente valorizzate del nostro panorama cinematografico. Il volume si avvale di un vasto e qualificato parterre di critici ed esperti del settore, chiamati a comporre un mosaico interpretativo rigoroso grazie ai contributi di Andrea Amadori, Fabio Cassano, Francesco Cianciarelli, Rosario Gallone, Roberto Lasagna, Antonio Pettierre, Ignazio Senatore, Alessandro Amato, Marco Chiami, Emanuele Di Nicola, Lapo Gresleri, Anton Giulio Mancino, Emanuele Rauco e Giorgio Simonelli.
L’opera si sviluppa attraverso una struttura bilanciata che si apre con una sezione di straordinario interesse teorico intitolata La vita, il pensiero, composta da sei saggi compresa l’introduzione dello stesso Lasagna, all’interno dei quali viene analizzata a fondo l’intera poetica di un autore moderno, conoscitore del suo tempo. In queste pagine emerge il ritratto di un regista capace di posare sull’Italia del boom economico uno sguardo del tutto particolare, a tratti sperimentale e per molti versi anticipatore delle istanze del femminile, portando alla luce e mettendo a nudo l’incognita del mondo femminile di fronte ai repentini stravolgimenti sociali dell'epoca. A questo nucleo saggistico segue la parte centrale del volume, pensata come un puntuale "dizionario" critico che raccoglie in ordine alfabetico le recensioni di tutte le sue pellicole, spaziando dall’esordio con Il sole negli occhi del 1953 e la sua indimenticabile protagonista Celestina, una donna costretta a crescere più in fretta degli uomini, fino a Come, quando, perché del 1969, passando per il celebre Lo scapolo e coprendo così l’intera produzione del cineasta composta da tredici pellicole.

A chiudere il percorso è un’appendice completa di dati e riflessioni che affronta direttamente il cliché di Pietrangeli come presunto regista minore della commedia all'italiana, arricchita dalla filmografia completa e da precisi riferimenti bibliografici. Arricchito da un prezioso repertorio fotografico che raccoglie i fotogrammi dei principali lavori del maestro Pietrangeli — tra cui spicca il volto di una giovane Stefania Sandrelli, scelta anche per la copertina —, il volume si chiude con un'ppendice documentaria: il saggio di Giorgio Simonelli dal titolo emblematico "Antonio Pietrangeli, un regista minore?". Originariamente pubblicato tra l'agosto e il settembre del 1982 sulla rivista Letture, questo testo rappresenta una testimonianza fondamentale di come, a quattordici anni dalla prematura scomparsa del cineasta proprio sul set, la critica avesse urgente bisogno di riconsiderarne il nome e l'eredità artistica.
Nella prima parte del libro, dedicata agli interventi critici, il contributo di Fabio Casano invita a soffermarsi sui primi, formativi anni di Pietrangeli come critico cinematografico; un passaggio che potrebbe non apparire subito intuitivo a chi si accosta per la prima volta al suo cinema, ma che risulta cruciale. Le reticenze storiche a indagare questa fase giovanile dipendono infatti da precise torsioni ideologiche e preconcetti critici che, nel dibattito pubblico e nella storiografia del cinema italiano, hanno a lungo alimentato una dicotomia tra teoria e regia percepita come insanabile e male ricomposta. Nel corso della sua filmografia, Antonio Pietrangeli mette al centro del racconto figure femminili complesse, esplorandone la condizione sociale e personale nell'Italia del boom economico. Insieme a Ettore Scola alla sceneggiatura, il regista firma quattro ritratti emblematici che offrono un stimolante terreno di confronto: Francesca - Jaqueline Sassard (Nata di marzo, 1958), Dora - Catherine Spaak (La parmigiana, 1963), Pina - Sandra Milo (La visita, 1963) e Adriana - Stefania Sandrelli (Io la conoscevo bene, 1965). In definitiva, la monografia su Pietrangeli curata da Roberto Lasagna si rivela uno strumento critico fondamentale che restituisce allo sceneggiatore e regista romano il suo ruolo di lucido indagatore delle trasformazioni dell’animo umano e della società italiana del Novecento