De Nittis, pittore della vita moderna

11/04/2024

Dalle assolate campagne della Puglia e le riarse pendici del Vesuvio al fermento cittadino sulle rive della Senna e del Tamigi. La vita e la pittura di De Nittis sono raccontate attraverso la Mostra che Palazzo Reale di Milano gli dedica fino al 30 giugno, una delle più grande mai allestite per celebrare il talento di questo “italiano a Parigi”, assieme a quella del Petit Palais  del 2011 e di Palazzo Zabardella di Padova del 2013. 

Novanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private, di cui molte direttamente dalla Pinacoteca di Barletta intitolata al pittore, e suddivise in aree tematiche che ne illustrano il periodo pittorico e le influenze, dai Macchiaioli agli Impressionisti, per finire con gli influssi della pittura giapponese. Al suo centro emerge la figura di De Nittis che, giunto ventunenne a Parigi nel 1867 con la giovane moglie francese Léontine e stabilitovisi definitivamente nel 1874, si fa interprete dell’eleganza della borghesia parigina che ritrae in momenti di vita mondana – alle corse, nei boulevards, al Bois de Boulogne – come in istantanee fotografiche e di quella città in continuo divenire. 

Considerandosi ormai parigino d’adozione, De Nittis cattura nelle strade delle due grandi capitali europee, Parigi e Londra, il ritratto della vita moderna. 

La pittura di De Nittis coglie la bellezza tutta contemporanea di un universo urbano in  trasformazione, delle atmosfere eleganti e in continuo movimento di quella che era diventata la capitale dell’arte e della mondanità internazionali. Protagonisti dei suoi dipinti sono gli scorci di Parigi ripresi dalla carrozza e fissati in inquadrature originali come da un obiettivo fotografico, sono i passanti frettolosi che entrano ed escono come dallo spazio del quadro, sono le donne che cavalcano nei boulevards, pattinano sul ghiaccio e conversano nei salotti. 

Come in letteratura sono spesso scrittori non parigini a cogliere l’essenza, l’anima e la poesia di questa città (si pensi a Hemingway), così Parigi svela la sua bellezza agli occhi dell’italiano De Nittis, che l’assapora nei suoi quadri. Al  pittore non interessa la classica veduta urbana né la celebrazione dei monumenti storici ma registra come in presa diretta la vita e la società nei luoghi pubblici. I monumenti più celebri diventano così fondali della vita della città, ritratta in diversi tagli di luce e condizioni atmosferiche.

De Nittis diviene il cantore della mondanità e della modernità parigine e ne registra l’energia. Nelle sue vibranti tele sono raccontati gli svaghi dell’aristocrazia e della borghesia in ascesa, la lucentezza della pioggia lungo i marciapiedi, i caffè, il traffico degli omnibus, le passeggiate a cavallo. Le sue tele sono l’ode alla città di un uomo innamorato di ogni suo angolo, di ogni sua frenetica giornata. 

A Parigi De Nittis stringe rapporti con artisti come Manet, Degas e Callebotte che tiene a battesimo suo figlio Jacques. Alla frenetica vita parigina alterna soggiorni in campagna dove scopre l’incanto dei paesaggi (“Nessuno dei paesi che io ho conosciuto aveva la dolcezza di questa bella terra di Francia”). Ed è nella pittura en plein air che più si avverte la concomitanza di intenti tra De Nittis e l’Impressionismo. 

L’influenza impressionista si fa poi palese in quadri come Colazione in Giardino o Westminster, dove arricchisce di figure umane lo sfondo tanto caro a Monet. L’esperienza inglese e il confronto con gli Impressionisti segnano una svolta nella sua pittura e, tornato a Parigi, racconta la città che sta sorgendo. Fa scalpore al Salon del 1876 il dipinto Place des Pyramides che diviene simbolo della città in evoluzione.

De Nittis muore improvvisamente all’età di 38 anni. Sulla sua lapide al Cimitero di Père Lachaise Alexandre Dumas figlio fa incidere “Qui giace Joséph de Nittis, morto a trentotto anni nella piena giovinezza, in piena gloria come gli eroi e i semidei”.  

Gabriella Aguzzi