Nikola Tesla Exhibition

23/10/2019

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità” (Nikola Tesla)

Con le sue scoperte e invenzioni Nikola Tesla può essere considerato il genio che inaugurò l’era dell’energia elettrica. Raccontare l’uomo e l’inventore che ha cambiato radicalmente la storia della tecnologia è lo scopo con cui Milano ospita la Nikola Tesla Exhibition, la mostra museo interattiva più grande al mondo finora mai realizzata sullo scienziato. Prima ed unica tappa italiana del tour mondiale, organizzata da Venice Exhibition in collaborazione con il Nikola Tesla Museum di Belgrado, è allestita da ottobre fino alla primavera 2020  allo Spazio Ventura XV a Lambrate: un parco scientifico di oltre 1500 metri quadri per rendere omaggio ad una delle menti più geniali del Ventesimo Secolo.
Il percorso museale, completamente interattivo per far conoscere da vicino l’opera e la vita tormentata di Tesla e provare in prima persona ciò che la sua mente geniale ha saputo creare, è un viaggio tra documenti e reperti, postazioni scientifiche, ricostruzioni dei luoghi in cui ha vissuto e dei viaggi che ha intrapreso e riproduzioni delle macchine ispirate ai progetti del grande inventore.
La Mostra è organizzata su fasce orarie e si visita a gruppi di 25/35 persone accompagnati da una guida. Il percorso espositivo comprende due fasi: la visita della sezione museale dura circa un’ora e permette di immergersi nel mondo di Nikola Tesla - la sua storia, i progetti, i reperti, le riproduzioni delle macchine che ha creato, le ricostruzioni fedeli degli ambienti in cui ha condotto i suoi studi – la seconda sezione è un’area libera interattiva, visitabile in autonomia, che permette di approfondire i principi dinamico-elettrici studiati da Tesla.

Pioniere dell’elettromagnetismo, Tesla ha rivoluzionato la sua e la nostra era con circa 300 brevetti, ma il valore di alcune sue scoperte e invenzioni è stato riconosciuto soltanto in seguito alla morte e il suo nome viene raramente citato nei testi scientifici e storici. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la storia della sua vita fu costernata di varie controversie; l’invenzione dell’attuale sistema trifase, la nota guerra delle correnti o la radio con Marconi sono state tramandate travisate da molte inesattezze.
La Mostra, che vuole rendere giustizia a questa illuminata figura raccontandone la storia e la genialità, si apre con gli anni dell’infanzia. L’educazione, le norme etiche e morali e l’influenza della sua famiglia hanno plasmato la sua personalità. Tesla arrivò poi in America con la nave City of Richmond; all’arrivo incontrò Edison e gli passò un foglio su cui era scritto “Conosco due grandi uomini. Uno sei tu e l’altro è un giovane in piedi davanti a te”. Iniziò a lavorare per la Edison Machine Works aspettando pazientemente di attirare l’attenzione dell’inventore sulle sue scoperte. Gli promisero un premio di 50.000 dollari se avesse apportato miglioramenti sui generatori di corrente continua, Tesla portò a compimento la ricerca e gli dissero che era uno scherzo e che non comprendeva l’umorismo americano. Fu l’industriale George Westinghouse a vedere i vantaggi della corrente alternata e a promuovere l’uso dei brevetti di Tesla a fini commerciali. Ebbe così inizio la “Guerra delle Correnti” tra i sostenitori della corrente continua guidati da Edison e i sostenitori della corrente alternata guidati da Westinghouse. Il motore asincrono di Tesla ed il sistema polifase furono sviluppati in dettaglio e protetti negli Stati Uniti con 36 brevetti registrati.
All’Esposizione Mondiale di Chicago dedicato al 400° anniversario della scoperta dell’America Tesla presentò un interessante modello del motore a induzione con un rotore a forma di uovo che chiamò “L’Uovo di Colombo”. L’Esposizione fu illuminata da Tesla con il sistema di illuminazione a corrente alternata e l’enorme successo fu decisivo per la costruzione della centrale idroelettrica delle Cascate del Niagara.
“La trasmissione economica dell’energia senza fili è di importanza fondamentale per l’uomo. Gli consentirà infatti di dominare incontrastato sull’aria, sul mare e sui deserti” scriveva Tesla. E, spostando la sua attenzione su una nuova area di corrente alternata, la corrente ad alta frequenza, inventò il trasformatore di oscillazione oggi meglio noto come “Bobina di Tesla”, di cui, in Mostra, possiamo ammirare la meraviglia. Una pietra miliare dell’idea del trasferimento senza fili di segnali ed energia.  Tesla usò quindi i segnali per costruire il primo dispositivo di controllo remoto e nel 1898 costruì una barca teleguidata. “Intendo dimostrare che, per quanto impossibile possa sembrare ora, potrebbe essere concepito un automa che avrà la sua propria mente e con questo intendo che sarà in grado di eseguire, in risposta alle influenze esterne, una grande varietà di atti e operazioni come se avesse intelligenza”.

Tesla trascorse quasi un anno, in incessante ricerca, nel laboratorio di Colorado Springs – una semplice cabina di legno con due finestre e una grande porta recante la citazione dantesca “Lasciate ogni speranza voi che entrate” – perfettamente ricostruito nel percorso della Mostra. Qui arrivò alla scoperta delle onde statiche del Pianeta Terra. Il suo ultimo brevetto fu approvato nel 1928, “Metodo e apparato per il trasporto aereo”, cioè un aereo con decollo e atterraggio verticali.
La Mostra si chiude, prima di passare alla sezione interattiva, con la ricostruzione della Camera 3327 dell’Hotel New Yorker a Manhattan, dove Tesla trascorse gli ultimi 10 anni della sua vita. In quel periodo diventò molto più accessibile alla stampa e rilasciò molte sensazionali interviste, invitando i giornalisti nel suo hotel e offrendo incredibili teorie scientifiche, come la nuova teoria gravitazionale, ma anche idee che attiravano l’attenzione delle nuove Agenzie di Sicurezza.
Il suo unico erede, il nipote Sava Kosanovic, trasferì tutti i suoi oggetti personali e documenti a Belgrado, al Museo che porta il suo nome.
Un confronto inevitabile con il lavoro di Leonardo da Vinci sorge spontaneo. I due geni hanno vissuto in epoche diverse, ma avevano molto in comune. Uno era un artista per il quale la scienza era l’ideale a cui aspirava, l’altro uno scienziato che ha costruito l’ideale dell’arte nel suo lavoro scientifico. La loro somiglianza è evidente nei tentativi di costruire le macchine più insolite che possono eccitare l’immaginazione dell’uomo comune.

“I nostri successi e i nostri fallimenti sono tra loro inscindibili, proprio come la materia e l’energia. Se vengono separati l’uomo muore”.

Gabriella Aguzzi