Midnight Gospel

16/05/2020

Serie creata da Pendleton Ward e da Duncan Trussell.

Serie tv indubbiamente toccante, onirica, quasi sensoriale tale da portare lo spettatore a chiedersi molte volte se quello che sta guardando è delirio di un autore o qualcosa di più. È un cartone animato, per adulti, quindi dimentichiamoci la Peppa Pig di turno; è figlia del creatore di “Adventure Time”, quindi dimentichiamoci il medical drama alla Grey’s Anathomy, ed è estremamente pungente per alcuni temi dell’esistenza umana, quindi facciamo bene a pescare le sensazioni vissute quando abbiamo guardato Black Mirror.

Angoli smussati, colori vivaci, sagome informi e poca possibilità di farsi veramente male fisicamente: una stanza di palline colorate per bambini sotto certi punti di vista che pone l’accento non su come potresti ferirti il corpo, quanto l’anima, ben più importante.

 Lo schema di fabula e intreccio è abbastanza canonico con piccole variazioni sul tema: il protagonista è uno pseudo trentenne, che ha acquistato una macchina capace di spedirlo in emulazioni di mondi lontani dove è possibile incontrare e intervistare i personaggi che vi ci abitano; tutto ciò per arricchire il canale, definiamolo di youtube, del protagonista. 

Come è facile intuire la storia non è basata sul tipo di emulatore acquistato, ma dalla tipologia di viaggi che il protagonista compie.

Come i migliori poemi medievali il protagonista cresce, impara, migliora col viaggiare e con l’incontrare personaggi sempre più bizzarri: dalla madre pseudo divinità buddista alla principessa che sconfigge se stessa per amor del suo amato divorato da un demone coprofago.

 Rapido, sferzante e difficile da comprendere alla prima visione, soprattutto grazie alla tecnica di combinare più binari narrativi insieme: parlato dell’intervista, storia in corso della puntata, mini trama di apertura puntata, considerazioni conclusive, musica, ambientazione, colori. Insomma, un gran macello comunicativo, seppur ben orchestrato. Un piccolo trucco per godervi questo Pollock di contenuti: prima solo audio, poi solo video, poi forse insieme. 

Certo, è un prodotto che sulla carta sembra il classico rigurgito di un disperato fumettista distrutto dagli acidi, ma come le cose che necessitano riflessione l’apparenza inganna. Midnight Gospel non fa eccezione.

 
Sui contenuti è inutile anche solo pensare di poter discutere: sono sogni, sono ipotesi, sono tutto quello che un fumettista cerca di gettare su carta nel suo creativo flusso di pensieri. Non c’è nemmeno una conclusione netta a ben vedere, e nemmeno un finale “aperto”. Solo la voglia di condividere la propria opinione su alcuni argomenti.

Buona visione, e prima di iniziare l’episodio ricordatevi di oliare il vostro emulatore con grasso di mucche lampione.

Francesco Cantů